Roma, 10 mag — L’Associazione nazionale alpini (Ana) rispedisce al mittente le accuse delle femministe di «Non una di meno» che denunciano di aver ricevuto oltre 150 segnalazioni di molestie nel corso della 93esima adunata delle penne nere. Molestie ancora presunte, dal momento che ad ora, nessuna denuncia alle autorità è stata sporta dalle sedicenti vittime.

«Prendiamo le distanze e stigmatizziamo i comportamenti incivili segnalati che non appartengono a tradizioni e valori che da sempre custodiamo», spiega l’Associazione alpini. sottolineando che al tempo stesso «dopo opportuni accertamenti che non sono pervenute denunce e segnalazioni alle forze dell’ordine». Parla chiaro il presidente dell’Ana Sebastiano Favero: «È chiaro che se ci sono denunce circoscritte e circostanziate prenderemo provvedimenti, ma al momento non ne risultano».

L’Associazione nazionale alpini rispedisce le accuse al mittente

Ana, associazione che riunisce gli alpini di tutta Italia e ha coordinato l’intero evento del fine settimana scorso, parla di «presunte molestie non accertate in quanto non segnalate a Polizia o Carabinieri», specificando che «per quello che le penne nere sono e rappresentano, ritiene quindi ingeneroso e ingiustificato veicolare un messaggio che associa la figura dell’alpino a quegli episodi di maleducazione». Poi fa presente che alle adunate non partecipano solo alpini, ma anche «esterni» che, indossato un cappello da alpino, partecipano ai festeggiamenti e potenzialmente potrebbero rendersi protagonisti di abusi o molestie. Degli «infiltrati», in pratica.

«Ci sono centinaia, se non migliaia, di giovani che pur non essendo alpini, approfittano della situazione: a costoro, per mescolarsi alla grande festa, basta infatti comperare un cappello alpino, per quanto non originale, su qualunque bancarella. Un occhio esperto riconosce subito un cappello “taroccato”, ma la tendenza è nella maggior parte dei casi a generalizzare. La grandissima maggioranza dei soci dell’Ana, poi, a causa della sospensione della leva nel 2004, oggi ha almeno 38 anni», conclude l’Ana, «quindi persone molto più giovani difficilmente sono autentici alpini».

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. […] Tesi sostenuta anche dall’Associazione nazionale alpini (Ana): «Ci sono centinaia, se non migliaia, di giovani che pur non essendo alpini, approfittano della situazione: a costoro, per mescolarsi alla grande festa, basta infatti comperare un cappello alpino, per quanto non originale, su qualunque bancarella». Secca è stata la replica della conduttrice Bianca Berlinguer che ricorda a Corona come non si possa parlare di una mera montatura, di una esagerazione o di una allucinazione collettiva, «eh montata no, ci sono donne che hanno denunciato» ricorda la Berlinguer. […]

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