Il Primato Nazionale mensile in edicola

Milano, 9 mar – L’ Italia è prostrata dal coronavirus e di tutto abbiamo bisogno fuorché di altre divisioni. Ma questo gli intellettuali dei salotti buoni e dei circolini Gedi non lo afferrano. Annarosa Buttarelli, ad esempio, “filosofa del pensiero della differenza”, approfitta della situazione emergenziale per scagliare un’altra discutibile pietra contro il governo “patriarcale” che avrebbe permesso il diffondersi del contagio.



Buttarelli: “Inadeguatezza di origine maschile”

“In questi giorni si manifesta ancora una volta, in maniera flagrante, l‘impotenza dei potenti e l’inadeguatezza della cultura di origine maschile. Non solo a prevedere le conseguenze catastrofiche dei propri comportamenti ma anche a interloquire con la complessità in cui siamo immersi da sempre. Lo stile generale violento e suicidario delle forme virili di governo, oggi è di nuovo nudo”: sì, dice proprio così la Buttarelli, mentre noi stiamo qui a preoccuparci dei nostri cari e dei nostri mezzi di sostentamento. In questo contesto, persino la Ferragni, il tipo di donna che la Buttarelli non degnerebbe di un complimento, sta facendo di più per la solidarietà e l’informazione sul coronavirus di questa intellettuale.

Black Brain

Emergenza coronavirus, i manager del comune di Milano vanno a lezione di femminismo

Badate bene, non è benaltrismo: la Buttarelli, ci dice Repubblica, ha appena lanciato il “secondo corso di perfezionamento della Scuola di alta Formazione Donne di Governo” a Milano, in piena emergenza coronavirus, perché l’indottrinamento femminista non riposa mai. Sul banco degli “imputati” come vittime sacrificali del patriarcato, ci sono Massimo Recalcati, nonché cinque top manager del Comune guidato da Beppe Sala. E laciateci pur dire che in questo momento forse i top manager del comune di Milano farebbero bene a stare in casa oppure a occuparsi dei cittadini del capoluogo lombardo, altro che andare a lezione di femminismo dalla Buttarelli.

“Lungimiranza femminile”?

“Oggi esiste una grande massa di donne consapevoli, liberate dal vittimismo e dalle rivendicazioni di un femminismo ormai superato; forti del #metoo che ha dato loro una spinta nuova. Sono tante, e possono festeggiare la lungimiranza che hanno avuto nel condannare un sistema di governo del mondo impostato su modelli maschili non più sostenibili. Pensiamo a come è stata gestita l’emergenza coronavirus dai governi, o a come sono state utilizzate le informazioni in Cina o in America, oppure ai tagli fatti alla sanità in Italia, frutto di un modello manageriale di stampo privatistico applicato al settore pubblico”: la lungimiranza femminile sul tema coronavirus come si confà alle iniziative di Non una di meno? Non c’erano forse donne sui treni che hanno lasciato il nord dopo la dichiarazione della zona rossa lombarda, o ieri ad affollare i bar degli aperitivi e le spiagge assolate? Non vi sono forse donne nei principali organi di governo – nel nostro, ad esempio, abbiamo la Lamorgese agli Interni.

Filosofi di sinistra fuori dalla realtà

Dopo aver lanciato uno strale assolutamente fuoriluogo in questo momento cruciale della nostra Nazione, la Buttarelli snocciola a Repubblica le ormai antiche priorità della sinistra italiana: “E’ sempre la violenza il grande tema. Quella sulle donne porta con sé tutte le altre. Pensiamo a quello che subiscono i migranti, gli altri, i diversi, e guardiamo allo stupro ambientale del pianeta. Oggi è un 8 marzo di festa per le donne, le uniche capaci di regalare la visione di un altro futuro possibile”. Anche la Buttarelli è una donna eppure ci sembra che la sua visione di “futuro” sia parziale e viziata, tutta dedita alla distruzione del “sovranismo patriarcale”. Altro che lungimiranza femminile. Il coronavirus e il suo contagio non è frutto di un sistema patriarcale, ma di irresponsabilità di cui il genere femminile è stato connivente e sfortunati eventi. Puntare il dito guantato in qualche chincaglieria equosolidale oggi è del tutto fuori dal tempo, un gargarismo intellettuale, inadatto ad aiutare chiunque ora si trovi in difficoltà. Ma d’altronde, l’esigenza di questi filosofi e di questi intellettuali non è mai stato dare risposte a chi ne ha bisogno.

Ilaria Paoletti

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

4 Commenti

  1. Ho lavorato per anni con donne manager cui dovevo rispondere …..
    giusto , alcune erano in gamba , MOLTO in gamba .
    Altre magari sopravvalutate ….. ma mica le pagavo io …..
    avrei fatto altre scelte, NON in base al sesso ….
    per me sul lavoro NON ci sono “amici” , se sei IL MIGLIORE/A/* ,
    puoi essere pure un marziano/a/* …. chissenefrega .

    Ilaria …. permettimi una piccola volgarità ….. ma … quella nella foto
    si preoccupa degli “stupri” ???? ma chi se la vuol S***** ?????
    manco con una FLEBO di VIAGRA !!!!!!

    ….. fanno arrivare apposta i bongos …. che pure le ’90enni …..

  2. L’indottrinamento femminista non si ferma mai. Il femminismo, è totalmente nelle mani del potere, e viene usato, anche in modo violento. Dietro a questa martellante propaganda anti-maschile, e l’esaltazione della figura femminile, c’è la volontà di zittire intimidire le ampie fasce meno istruite e di ceto basso perché non prendano il coraggio di rivendicare le loro istanze, che in realtà sono in buona parte quelle che davvero danneggerebbero i Poteri. et altro.

  3. Povera donna, il patriarcato è il ramo su cui le donne come te stanno ben appollaiate e che ora stai tagliando, cadrai rovinosamente col culo per terra.

Commenta