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Roma, 13 mar – A Parlare è il dottor Scout, vicedirettore della National Lgbt Cancer Network. Secondo lui, la popolazione omosessuale è più esposta al rischio di contrarre il coronavirus perché fumano mediamente di più, corrono più rischi di contrarre l’Hiv e, non da ultimo, sono più discriminati.

La lettera di 100 associazioni Lgbt

Secondo quanto riporta Gay.it, nel panico generalizzato, ben 100 organizzazioni Lgbt avrebbero inviato una lettera aperta a media e fornitori di servizi sanitari per renderli “consapevoli” che gli omosessuali sarebbero maggiormente a rischio di contrarre il coronavirus. Anche se, in effetti, sono molte le categorie a rischio di contrarre il coronavirus in questo momento, dagli anziani ai malati di cancro (di tutte le “preferenze” sessuali).

“Lgbt più vulnerabili di tutti”

Scout (del quale non si trova il nome di “battesimo” su internet, nemmeno nel suo profilo sulla National Lgbt Cancer Network) distingue in tre fattori le ragioni per cui gli appartenenti alla comunità Lgbt sarebbero più esposti al coronavirus: “Con l’aumentare della diffusione del nuovo coronavirus a.k.a. COVID-19, molte persone LGBTQ + sono comprensibilmente preoccupate di come questo virus possa influenzare noi e le nostre comunità. Il sottoscritto desidera ricordare a tutte le parti che gestiscono la sorveglianza, la risposta, il trattamento e la copertura mediatica di COVID-19 che le persone LGBTQ + sono tra i soggetti più vulnerabili“.

“Fumiamo di più e prendiamo più l’Hiv”

La prima,  è che “la popolazione LGBTQ + utilizza tabacco a tassi superiori del 50% rispetto alla popolazione generale”  e che il “COVID-19 è una malattia respiratoria che si è rivelata particolarmente dannosa per i fumatori”. La seconda ragione, è che secondo il Dotto Scout la comunità Lgbt ha tassi più elevati di HIV (virus dell’immunodeficienza) e cancro: “il che significa che un numero maggiore di noi può avere un sistema immunitario compromesso, rendendoci più vulnerabili alle infezioni COVID-19”.

Ma poi c’è anche la discriminazione

Il terzo fattore ma non meno importante, secondo Scout, è la discriminazione subita da gay: “continuiamo a subire discriminazioni, atteggiamenti indesiderati e mancanza di comprensione da parte dei fornitori e del personale in molti contesti sanitari. Di conseguenza, molti sono riluttanti a cercare assistenza medica, tranne in situazioni che si sentono urgenti, ma evidentemente tardive”.

Ilaria Paoletti

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9 Commenti

  1. Risultano in media più positivi al coronavirus per colpa di quel “+”.
    Provassero a toglierlo ed aspettassero un po’ per vedere cosa accade!
    Nel caso provino con il “+”.

  2. Lamento “privo di senso” .
    Premesso che NESSUNO sa come “lavora” il virus …. altrimenti saprebbero curarlo ….

    Hanno detto che noi siamo un paese di vecchi …. quindi + esposti …. (froci SOLO OVER 65!!!)
    Poi che colpisce solo maschi … (quindi …FROCI , state sereni ….)

    Ancora adesso parlano di BANALE influenza !!!!

    A sti COGLIONI ANORMALI e RIVOLTANTI ricordo che i VERI a RISCHIO sono gli immuno depressi
    non i RICCHIONI !!!!!

    Quindi , in cura chemio , trapiantati , pazienti Tiroidei in fase di cure Med.Nucleare ,
    che scopino normalmente o lo prendano nel culo è ASSOLUTAMENTE indifferente …..

    Ed il paziente 1 era uno SPORTIVO , sano come un pesce !!!!

  3. Ho scoperto di avere l’HIV POI, MI SONO STATO COSÌ IRRITATO, STAVO ANCORA ALLA RICERCA DI SOLUZIONI QUANDO SONO STATO ATTRAVERSO DRLELEHEALINGTEMPLE@GMAIL.COM O WHTASAPP +2348121038181, HO PROVATO LA SUA SOLUZIONE DI ERBE E SONO STATO SORPRESO DI QUELLO CHE HO AVUTO È INCREDIBILE, SONO FELICE

  4. I recchioni sono disperati perché con lo stato di clausura non sanno più come andarlo a prendere nel culo andando nei loro laidi anfratti di incontro. Cazzo ma sti qua gli frega solo prenderlo nel culo, ecco perché sono tutti appestati di aids!!!!!

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