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Roma, 13 mar – L’Italia chiede nuovi respiratori all’Europa e l’Europa “fa l’indiana”. Si potrebbe così sintetizzare la teleconferenza avvenuta ieri tra i ministri della Sanità dei 27 Stati membri dell’Unione europea. Secondo quanto riporta Agi, l’Italia ha nuovamente chiesto agli Stati membri un aiuto concreto per fronteggiare l’epidemia di coronavirus: “Abbiamo necessità di ventilatori polmonari“, ha spiegato l’Italia al commissario al Mercato interno, Thierry Breton, quando questi ha chiesto al nostro governo di esprimere “una richiesta urgente” agli altri esecutivi Ue.

Con le regioni del Nord sull’orlo del collasso del sistema sanitario, gli ospedali di città come Bergamo ridotti a lazzaretti di casi che richiedono la respirazione assistita, la prima, vera, drammatica esigenza del Paese è avere a disposizione un maggior numero di dispositivi per la ventilazione polmonare.

Un s.o.s che però è caduto nel vuoto. Silenzio da parte degli interlocutori europei, da quegli Stati “fratelli” – secondo la narrazione degli europeisti – che avrebbero dovuto fornire una spalla nel momento del bisogno. Il documento riservato esaminato da Agi, infatti, rivela che “nessuna delle delegazioni ha risposto alla richiesta dell’Italia, cosa che ha spinto il commissario Breton a ritornare sulla questione chiedendo di rispondere entro domani”.

Si tratta quindi della seconda volta in cui l’Europa volta le spalle alle richieste di aiuto dell’Italia dall’inizio dell’emergenza coronavirus. La prima, ricordiamo, avvenuta a fine febbraio, quando il governo italiano aveva chiesto agli Stati membri una fornitura extra di mascherine mediche per fronteggiare l’epidemia. Correva il 28 febbraio e l’Italia aveva domandato alla Commissione Ue di attivare il Meccanismo di protezione civile. “Chiediamo responsabilità, solidarietà e azione coordinata europea”, aveva scritto il commissario Breton su Twitter. Un silenzio assordante. Una richiesta caduta nel vuoto, a cui la Germania aveva risposto, beffardamente, interrompendo direttamente l’esportazione di protezioni per le vie respiratorie. Ieri, il secondo atto della farsa.

Cristina Gauri

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