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“L’immunità di gregge ha una sua logica”. La voce fuori dal coro del virologo candidato al Nobel

by Davide Di Stefano
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Roma, 19 mar – Nei giorni scorsi il dibattito sulle possibile risposte all’emergenza coronavirus è stato piuttosto acceso. In realtà le formule sul piatto non erano molte; si parlava di “modello cinese“, basato su una chiusura totale, di “modello italiano“, sostanzialmente un modello cinese ma con i limiti di governance una società occidentale e “democratica”, e poi c’erano i britannici con la discussa teoria dell'”immunità di gregge” (che ha fatto passare Boris Johnson su molti media come una sorta di darwinista sanguinario). Ad onor del vero ora Londra sembra aver fatto marcia indietro rispetto ai propositi iniziali (che prevedevano l’infezione per il 60% della popolazione), procedendo con la chiusura di scuole e college a cui potrebbero seguire ulteriori restrizioni.

Giulio Tarro e la logica dell'”immunità di gregge”

Ci sono però degli esperti di altissimo livello che non hanno condannato l’iniziale approccio britannico. Tra questi figura il professor Giulio Tarro, candidato al Nobel per la Medicina nel 2015 e insignito nel 2018 negli Usa del premi come “miglior virologo dell’anno”. Insomma non proprio l’ultimo arrivato: fu lui ad isolare il vibrione del colera quando scoppiò l’epidemia a Napoli. In una intervista a Il Giornale spiega cosa si intende per “immunità di gregge”: “E’ quella che normalmente si cerca di ottenere con una vaccinazione verso un determinato agente che può essere un virus o un batterio. Attraverso questa si riesce ad ottenere il 95% della risposta immunologica delle varie persone, per questo si parla di “gregge”. Il che vuol dire arrivare ad un numero che ci rende abbastanza tranquilli sul fatto che quell’agente non circolerà più, perché troverà gente vaccinata e quindi verrà bloccato”.

Secondo Tarro la scelta iniziale di Johnson non era stata un azzardo: “C’è una logica in questo, non bisogna fossilizzarsi su certe situazioni o perché sono di routine o perché sembrano più semplici, oppure perché fino ad allora si è fatto in quel modo. E’ anche bene avere la mente che possa spaziare. Colombo ha scoperto l’America perché ha deciso che magari c’erano le Indie da quel lato”.

Una strategia che il premier britannico avrebbe concordato con i più importanti scienziati inglesi: “Sono certo che alle spalle potrebbe esserci l’Università di Cambridge o quella di Londra, o gente molto valida sul campo che pensa, viste le caratteristiche del Coronavirus, che proteggendo le persone che potrebbero risentirne di più come gli anziani o quelli affetti da altre malattie, di far circolare liberamente il virus, non usando quindi le misure che stiamo attuando noi come il rigore e l’isolamento, per cercare di debellare quella che tutto sommato è una malattia che al 96% si risolve senza mortalità. Quindi in base a questo noi avremmo un’immunità di tutta la popolazione”.

Sotto accusa i tagli alla sanità

Giulio Tarro punta poi il dito contro i tagli alla sanità, che sarebbero responsabili dell’emergenza più di quanto non sia l’effettiva pericolosità del virus: “Non lottiamo contro l’Ebola, per fare un esempio, o contro l’HIV prima che ci fosse la terapia. Lottiamo contro una malattia che quasi nel 96% dei casi non è mortale. Il problema è il rimanente 4% che si è scatenato contemporaneamente mettendo in difficoltà anche gli ospedali della Lombardia che sono il nostro fiore all’occhiello. Ma già questi, nell’inverno 2018, a causa di un’epidemia influenzale erano già sovraccarichi. Questo grazie ai tagli alla sanità compiuti negli anni. Di questo dovrebbero rendere conto anche secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, chi dal ’97 al 2015 ha dimezzato tutti i centri di terapia intensiva”.

Fasce di età e comportamento del virus

Tarro passa poi ad analizzare il comportamento del virus, alle sue conseguenze diverse in base alla fascia d’età e alle patologie pregresse: “Questa famosa fascia di età si basa a secondo delle condizioni fisiche. Abbiamo visto anche un altro aspetto, quello dei ‘cofattori’ di questa situazione che facilitano il virus. Vogliamo vedere ad esempio chi fuma e a chi no? Chi vive in un ambiente inquinato e così via? Le età sono relative a questo punto”. Secondo il virologo che fu candidato al Nobel dunque sono determinanti anche i vari stili di vita e le abitudini della nostra società. A finire sotto accusa è anche l’abuso di antibiotici che in Italia (e in buona parte dell’Occidente) è ormai una abitudine: “Si prevede che la resistenza agli antibiotici diventi la prima causa di mortalità. Ecco perché c’è una ricerca costante di nuovi ceppi e nuove forme per evitare questa resistenza. Sarebbe utile e importante non abusarne, e utilizzarli solo quando servono. Altresì sarebbe ancora più importante non usarli come anabolizzanti nei polli e nei maiali”.

I bambini e l'”immunità innata”

Interessante anche la spiegazione che Tarro dà in merito alla sostanziale immunità riscontrata nei bambini al Covid-19: “I bambini fino a sei mesi sono protetti dagli anticorpi materni. Successivamente hanno come dire l’esperienza di incontrare un microbo per volta, verso il cui hanno una risposta immunologica. E’ la natura che con tutta l’evoluzione che c’è stata che ci fa produrre gli anticorpi del sistema immunitario. Loro hanno anche “l’immunità innata”, che è indipendente dalla formazione degli anticorpi, per questo in un certo senso, non hanno i problemi che hanno gli adulti, e sono in grado tutto sommato di crescere e soprattutto di sopravvivere”.

Davide Di Stefano

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10 comments

Jos 19 Marzo 2020 - 12:39

…Giulio Tarro, alla sanità, subito…Giulio Tarro, alla sanità, subito…..Giulio Tarro, alla sanità, subito….

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Jos 19 Marzo 2020 - 12:57

…i virus terroristi hanno talmente rotto le balle al Boris (come fecero con la brexit) che ha dovuto dargli il “contentino” per liberarsene da torno..

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SergioM 19 Marzo 2020 - 2:10

Nessuno nega la TEORIA …. ma , QUANTI morti siete disposti a sopportare ???? avete visto il mesto corteo ell’ ESERCITO a Bergamo ????

La Spagnola uccise 200 milioni di persone …. prima che si creasse l’ immunità …. valida SOLO per UN virus !!!!

Per altro , a chi mi chiama negazionista , faccio notare i SOLI 25
trattabili in un moderno impianto di cremazione pro die ….
quanto fa 6 milioni diviso 25 ???? 658 anni ….
mancherebbero 583 anni ai 6 milioni di USURAI termovalorizzati …..

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Fabio Crociato 20 Marzo 2020 - 6:49

Purtroppo è bene che tu sappia che paghiamo gli errori di una Sanità pubblica imbalsamata da decenni. Anche con i morti.Troppi sapientoni, responsabili amministrativi, magna-magna, figli di…

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Domenico M. 19 Marzo 2020 - 4:26

‘Se c’è una cosa che ho imparato dagli esperti è che sono esperti nel fotterti ‘.Citazione dal film Revolver di Guy Ritchie. Sono convinto che i cosiddetti scienziati moderni pensino più al loro ego e all’assegno di ricerca che a fare il bene delle persone. Ed in situazioni come quella che stiamo vivendo, diventano narcisisti il doppio. Seguire la teoria dell’immunità di gregge sarebbe stata una catastrofe. Un’enorme stronzata . Verrebbe infettata la maggior parte della gente. Ed è impossibile capire, e di conseguenza isolare, chi si ritiene più a rischio. Con un’epidemia in corso, le statistiche sull’aggressività del virus e sul tasso di mortalità non sono mai affidabili. Le somme si tirano sempre alla fine. Quindi far circolare un virus di cui si sa poco, provocherebbe solo danni. Nessuno è immune da niente, in nessuna fascia d’età. Aprite gli occhi, e speriamo di sviluppare anticorpi anche alle cazzate.

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Fabio Crociato 20 Marzo 2020 - 6:53

Infettarsi non vuol dire morire (grazie a Dio), documentati di più visto che appari interessato e in grado.

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Fabio Crociato 19 Marzo 2020 - 5:38

Da leggere, rileggere e rileggere ancora…, per non essere gregge senza alcuna immunità!!

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Davide Suraci (@icarused) 3 Aprile 2020 - 8:48

Attenzione a veicolare la falsa informazione, riferita da Tarro, che l’immunità di gregge venga indotta dal vaccino…Non esiste una sola dimostrazione scientifica di ciò.. L’immunità di gregge naturale indotta dalla malattia, invece è l’unica, almeno per il morbillo ed altre malattie, ad essere stata verificata e che è supportata da lavori scientifici..

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