Il Primato Nazionale mensile in edicola

La notizia del ritrovamento dei manoscritti inediti di Céline è esplosa come una bomba lo scorso agosto, facendo rapidamente il giro del mondo letterario francese, europeo e globale. Scomparsi nel 1944 con il saccheggio del suo appartamento in Rue Girardon a Montmartre da parte della Resistenza francese, i manoscritti sono riapparsi in circostanze inaspettate. La consegna, effettuata per mano del critico teatrale e passato collaboratore di Libération Jean-Pierre Thibaudat all’avvocato specialista in editoria Emmanuel Pierrat, è avvenuta dopo la morte della vedova di Céline, Lucette Almansor in Destouches, nel 2019.



Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di settembre 2021

Pierrat li ha poi affidati – dopo una diffida legale – agli aventi diritto: l’avvocato e biografo céliniano François Gibault e la signora Véronique Chovin, ex allieva di danza e vecchia amica di Lucette. Tra di essi figurano almeno tre romanzi inediti, tra i quali le pagine restanti di Casse-Pipe, del quale era stato pubblicato un centinaio di pagine iniziali nel 1949, e che ora – una volta pubblicato dalla casa editrice Gallimard – potrà completare quella che doveva essere, nelle intenzioni di Céline, una vera e propria trilogia.

Inediti di Céline: la trilogia riemersa

Lo scopritore Jean-Pierre Thibaudat dice di aver passato anni a trascrivere le migliaia di pagine ritrovate, consegnategli – a suo dire – 15 anni fa da un anonimo lettore di Libération. Questi, a sua volta, li ricevette dal resistente francese che li trafugò dalla casa parigina di Céline e Lucette, alla condizione di pubblicarli solo dopo la morte di Lucette. Questo perché, avrebbe affermato il lettore, «essendo di sinistra, non voglio arricchire la moglie di uno scrittore fascista». Nelle pagine ritrovate di Casse-Pipe, il corazziere Ferdinand (alter ego romanzato del Céline-Maresciallo Destouches reale), dopo le disavventure da giovane recluta, si confronta con gli orrori della Prima guerra mondiale e degli ospedali militari. Finirà incastrato tra Cascade, un magnaccia, e Angèle, la sua prostituta.

Ci sono poi più di mille fogli di un manoscritto inedito intitolato Londres, romanzo in tre parti che riparte dalla fine di Casse-Pipe, con Ferdinand che tra mille peripezie ritrova Angèle a Londra, e il racconto in stile epico La légende du Roi Krogold. Vi sono poi diversi abbozzi di altri scritti, tra i quali un romanzo giovanile intitolato La Vieille Dégoûtante (La vecchia disgustosa), interessante testimonianza di una precoce prova letteraria di un giovane Destouches; una versione manoscritta incompleta di Morte a credito; un testo dattiloscritto di Progresso e un dattiloscritto di una stesura di Guignol’s Band, oltre a numerose lettere agli amici, il suo libretto militare, delle foto inedite e alcuni disegni dell’artista Gen Paul, suo amico-nemico degli anni di Montmartre.

Qualcosa non torna

Questi i dati finora noti. Ma a un mese dalla scoperta letteraria del secolo, che ha fatto impallidire le appena 75 pagine di Proust ritrovate qualche tempo prima – autore, quest’ultimo, malvisto da Céline, peraltro: «Proust spiega troppo per i miei gusti… 300 pagine per farci capire che Tizio incula Caio è troppo…» – emergono nuovi aspetti del giallo del ritrovamento. Nel dettaglio, diversi céliniani, tra i quali Marc Laudelout del Bulletin Célinien e l’esperto saggista Éric Mazet, hanno espresso diversi dubbi sulle presunte circostanze del ritrovamento comunicate dal Thibaudat e dal suo avvocato Pierrat, presenzialista da quel momento in innumerevoli trasmissioni televisive e radiofoniche, e su diversi giornali francesi.

Non solo: se Thibaudat avesse realmente tenuto questi documenti per sé per 15 anni, avrebbe causato un danno finanziario all’anziana vedova di Céline Lucette, ma anche alla letteratura in quanto tale poiché, così facendo, avrebbe impedito per anni ai lettori di godere delle pagine inedite di uno dei maggiori scrittori del Novecento; e avrebbe sottratto tempo prezioso agli esperti céliniani per analizzare quei testi. Nello specifico Laudelout specifica come Henri Godard, universalmente riconosciuto quale maggiore esperto di Céline al mondo – tanto da esserne il curatore dell’edizione delle sue opere nella prestigiosa Pleiàde – oggi abbia la non più verde età di 84 anni, mentre 15 anni fa era su una intellettualmente più produttiva settantina… E altri céliniani sottolineano come anche le trascrizioni di Thibaudat – a dire del suo avvocato «certosine» – vadano valutate come di mediocre valore scientifico, poiché per sua stessa ammissione l’ex giornalista di Libération non è un esperto di Céline, avendone letto «solo le opere maggiori e gli adattamenti teatrali».

Inoltre, in un’intervista a L’Observateur del 12 agosto, l’avvocato François Gibault aggiunge di non aver ritirato la denuncia per ricettazione nei confronti di Thibaudat, e di dubitare inoltre che quest’ultimo avesse questi inediti di Céline «da 15 anni», ma solo dal 2017. Ossia, dalla morte della signora Marie-Luce Rosembly, figlia del resistente corso Oscar Rosembly, che avrebbe sottratto i documenti dall’appartamento di Céline nel 1944. Il legale ipotizza che Thibaudat abbia indicato quel periodo per fare artatamente ricadere la presunta consegna…



La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

Commenta