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Roma, 6 apr – Ieri pomeriggio la pagina Facebook del Primato Nazionale è stata oscurata dalla nota piattaforma social. Le motivazioni non sono ancora chiare, ma non è difficile parlare di un vero e proprio atto di censura, peraltro a pochi giorni dal caso Byoblu, a cui è stato chiuso il canale su YouTube. Tra le varie penne che collaborano con il Primato Nazionale c’è anche Alessandro Meluzzi, che già da diverso tempo sta mettendo in guardia la destra da questa deriva censoria dei social media.



Meluzzi sulla censura del Primato Nazionale

Che cosa pensare della rimozione della pagina Facebook del Primato Nazionale? La libertà d’espressione è in pericolo?

«Senz’altro. Ma il problema è che anche le voci libere come le nostre non hanno tenuto conto di un fatto. C’è sempre stata una strategia per spingere tutti su un’unica piattaforma di comunicazione, che è poi nelle mani dei soliti noti. Il nostro è stato un atto di ingenuità politica: ci siamo affidati ai criteri deontologici, ma qui parliamo di un monopolio. Bisogna trovare sentieri alternativi, perché le autostrade della comunicazione sono appunto in regime di monopolio. E anzi: mi aspetto un futuro molto più fosco. Siamo solo all’inizio. Tra poco non potremo neanche più telefonare tra di noi».

In effetti, il ruolo delle piattaforme social, cioè privati che agiscono nel pubblico, è sempre più pervasivo e ormai anche ideologicamente connotato. Quali sono le implicazioni di questa evoluzione e come dovrebbero comportarsi la politica e il mondo del giornalismo?

«Qua non è neanche questione di pubblico e privato. Queste sono piattaforme gestite dal nemico politico. Punto. La loro è stata una strategia notevole: prima hanno fatto convergere tutti su un’unica piattaforma, e poi sono passati all’eliminazione del nemico. Chapeau. La storia, alla fine, la scrive chi vince».

Se la censura fosse toccata a un quotidiano di sinistra, tutta quell’area politica ora sarebbe sul piede di guerra. A destra, invece, l’impressione è che spesso uno tenda a farsi i fatti propri, e la solidarietà arriva con il contagocce. Concordi?

«La solidarietà è inversamente proporzionale al grado di collusione col potere. Più si è vicini al potere e più ci si rinchiude nel silenzio. Insomma, non puoi attenderti la solidarietà di Giorgetti. Adesso è il tempo delle catacombe, ma ti dico che la storia non finirà. Questa è la mia profezia. Alla fine se la caveranno quelli che non si inginocchiano al nuovo potere. Quindi, nonostante tutto, non pieghiamoci e confidiamo solo nelle nostre forze».  

Valerio Benedetti



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