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Roma, 3 ago – «La questione morale è divenuta oggi la questione nazionale più importante» tuonò Enrico Berlinguer nel 1980. Da allora, la questione morale divenne una superba superiorità antropologica intrinseca al Partito Comunista da sbandierare come manifesto politico contro i partiti avversari, sfociando poi nel “Codice Etico” pubblicato dal Partito Democratico nel 2018. Ma il partito moralizzatore concretizzò mai il suo manifesto? Il nuovo libro di Francesca Totolo, La morale sinistra, edito da Altaforte Edizioni, documenterà che il Partito Comunista prima, con i cattivi maestri, e il Partito Democratico poi, con un numero esorbitante di esponenti, hanno ben predicato, ma razzolato malissimo.



La morale della sinistra nel libro di Francesca Totolo

Falso, corruzione, peculato, turbativa d’asta, voti di scambio, associazione a delinquere, favori alla mafia, violenza sessuali, sanitopoli, concorsopoli e parentopoli sono il nuovo “album di famiglia” del Partito Democratico, riprendendo le parole di Rossana Rossanda nel suo celebre editoriale pubblicato su Il Manifesto durante il sequestro di Aldo Moro: «In verità, chiunque sia stato comunista negli anni Cinquanta riconosce di colpo il nuovo linguaggio delle Br. Sembra di sfogliare l’album di famiglia: ci sono tutti gli ingredienti che ci vennero propinati nei corsi Stalin e Zdanov di felice memoria». Le affermazioni della Rossanda appaiono oggi di stretta attualità: «Se le masse sono manipolate dagli apparati, con quale esercito si fa la rivoluzione? Se il nemico è un potentissimo partito – Stato, protetto dall’estero e padrone di tutte le istituzioni, difficile pensare di abbatterlo col cecchinaggio».

Oggi, quel “potentissimo partito” è il Partito Democratico che, mettendo in atto la dottrina di Gramsci, ha occupato ogni spazio democratico, dalla magistratura all’istruzione, passando per l’informazione e la cultura. È proprio occupando tali spazi che il Pd è diventato il più influente apparato della Storia della Seconda Repubblica, riuscendo peraltro a governare il Paese anche perdendo le elezioni. E proprio da questo scenario, che non si poggia su un effettivo appoggio elettorale, potrebbe derivare l’allarmante numero di esponenti e di amministratori del Pd condannati o inquisiti per reati associativi e per corruzione. Da Mafia Capitale agli scandali delle Regioni, passando per le inchieste per associazione a delinquere in Calabria e in Sicilia, nulla sembra scalfire la direzione nazionale del Partito Democratico che si limita a rispondere: «E allora la Lega?», «E allora Fratelli d’Italia?» e «E allora il fascismo?», rimangiandosi la cosiddetta questione morale e quel «Codice etico» che avrebbe dovuto essere la bussola del partito.

Il “Codice Etico” è diventato cartastraccia

Dove è finito quel proclama inserito nel “Codice Etico”: «Le donne e gli uomini del Partito Democratico ispirano il proprio stile politico all’onestà e alla sobrietà. Mantengono con i cittadini un rapporto corretto, senza limitarsi alle scadenze elettorali. Non abusano della loro autorità o carica istituzionale per trarne privilegi; rifiutano una gestione oligarchica o clientelare del potere, logiche di scambio o pressioni indebite»? Mai un esame di coscienza, mai un ripensamento in merito alla gestione malata del territorio, mai una vera riorganizzazione dei vertici del partito.

Il diktat sembra essere solo uno: dopo una scrollatina di spalle, tenersi stretta la poltrona, resa inattaccabile da una magistratura compiacente, come ha dimostrato il caso Palamara, e da una stampa sdraiata al limite del servilismo e della distopia orwelliana. Se non ci trovassimo in un Paese ormai malato terminale, l’incontro tra Luca Lotti e Luca Palamara in quella saletta dell’hotel Champagne di Roma avrebbe avuto conseguenze ben diverse, non solo un’alzata di spalle di un partito che governa da dieci anni senza un reale appoggio elettorale.

E mentre dai giornali di regime, diventati il servizio d’ordine mediatico del Partito Democratico, si continua a urlare all’emergenza fascismo, quello stesso partito sembra aver piegato la Costituzione a suo uso e consumo. Nonostante il più elevato numero di condannati e inquisiti, nonostante gli scandali, nonostante il cattivo governo dell’Italia che ha portato all’impoverimento del Paese, nonostante i diritti costituzionali sacrificati in nome di improbabili diritti accessori, nonostante 700mila clandestini fatti sbarcare indisturbatamente nei porti italiani e l’aver concesso a organizzazioni private il subappalto dei confini nazionali, nonostante la perdita drammatica di consenso elettorale, il Partito Democratico rimane saldo alla guida dell’Italia. La morale sinistra, il nuovo viaggio infernale redatto da Francesca Totolo, vi condurrà nelle bolge dei con-dannati del Partito Democratico. Dal 26 agosto, in libreria.

Aurelio Dalmonte

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