Roma, 12 dic – Alzate Brianza è un comune lombardo della provincia di Como, di appena 4.799 anime, ma con una storia antichissima. A Alcius, infatti, i Romani si stanziarono oltre duemila anni fa e alcuni scavi hanno rivelato templi e lapidi dedicate alla dea Minerva. Seguendo le tracce dei nostri avi, però, oggi la cronaca ci porta addirittura agli antenati più arcaici degli stessi Romani. Nell’area tra la rotatoria sulla strada Como-Bergamo, gli archeologi hanno fatto una straordinaria scoperta risalente a ben 7mila anni fa, in gran parte ancora sepolta. Circa tra il 5030 e il 4790 a.C., nel piccolo paese comasco si trovava insediamento agricolo umano del Paleolitico; probabilmente il primo dell’intera area Prealpina.

Scoperti oltre 20mila reperti in 35 mq

La scoperta di Alzate Brianza è avvenuta grazie agli scavi per la posa di un metanodotto, in un’area di appena 35 metri quadrati che sta rivelando una quantità formidabile di reperti. Secondo l’archeologo Gabriele Martino che, per conto della Soprintendenza, ha raccolto e censito oltre 20mila reperti provenienti dallo scavo che ha scoperto con il suo team; “Sicuramente quello delle Fornaci di Careggi è un sito molto importante e promettente per la quantità e la qualità dei reperti ritrovati nel corso delle campagne di scavo concentrate dal 2014 al 2016. Si è trattato dei ritrovamenti più antichi rinvenuti nel corso delle ultime campagne di scavo. In provincia di Como ci sono ritrovamenti più antichi identificabili con una comunità di agricoltori, solo in provincia di Varese abbiamo trovato tracce ancor più risalenti”.

L’evoluzione giunta da Oriente?

“Non è stato un intervento casuale – prosegue l’archeologo – La Soprintendenza da tempo teneva d’occhio quell’area e quando ci sono stati i lavori abbiamo potuto compiere le nostre analisi e raccogliere materiale di estremo interesse. Abbiamo ritrovato quasi 20mila reperti: ci sono sementi dell’epoca, vasi di coccio, frammenti e anche moltissime pietre scheggiate che venivano utilizzate per tagliare e incidere quando l’uomo sapeva fabbricare vasi ma non conosceva ancora la metallurgia”. Anche se al momento non sono emersi reperti tra i più antichi del Comasco, quelli ora sotto studio dei ricercatori sono certamente i materiali che indicano un’evoluzione umana ad oggi mai ancora riscontrata nella regione. Martino offre una singolare soluzione al dilemma del perchè gli antichi abitanti di Alzate Brianza si siano evoluti a tal punto. “Sulle pendici del Cornizzolo abbiamo trovato reperti risalenti a 9mila anni fa, ma allora l’uomo era solo cacciatore e raccoglitore. Gli abitanti del villaggio di Alzate provenivano da Oriente, dove l’agricoltura si è sviluppata a partire da 12mila anni fa. Arrivati fin qui si sono scontrati e poi integrati con le tribù locali”.

Andrea Bonazza

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