Roma, 13 dic – Il ponte sullo stretto di Messina non s’ha da fare, e ce lo dice pure The Bad Guy, la serie tv italiana appena pubblicata su Amazon. Come non dargli retta? Del resto, se un pensiero dominante deve mantenere il proprio potere (e soprattutto, tutti a cuccia nel pensarla allo stesso modo) la cinematografia è lo strumento ideale. Innescando suggestioni, paure, ma meglio ancora se raccontando o immaginando aperte fesserie, puntando sulla sfiducia delle persone per mantenere lo status quo. D’altronde, con l’opera di fantasia la questione è bella che pronta: è un film, mica la realtà!

Il ponte sullo stretto di Messina di “The Bad Guy”

Ovviamente, il ponte di Messina di Bad Guy deve essere stato “costruito sulla base di appalti concessi mafia”. E altrettanto ovviamente, deve crollare. Che è un po’ come sostenere che una centrale nucleare significhi matematicamente Chernobyl, o peggio ancora le bombe atomiche lanciate su Hiroshima e Nagasaki. O che ogni centrale debba significare subire la sorte di Fukushima. Che la realtà sia molto diversa (in questo caso, passando dal nucleare alle grandi opere, come il Mose di Venezia, contro cui pure si è mobilitata ogni tipo di propaganda infamante, in questi anni) poco importa. Poco importa che, come inchieste emerse anche nello scorso 2021 testimoniano, la terrificante mano della mafia guarda caso sia ben presente proprio sulle ditte dei traghetti che organizzano l’attuale e costretto passaggio via mare tra Calabria e Sicilia, da clan radicati, in particolare sulla Caronte Spa, monopolista – in pratica – anche dei servizi di ristorazione e di tutto un complesso di interessi che non ha alcuna intenzione di mollare, nonostante l’inchiesta “Scilla e Cariddi” iniziata dalla Dia in proposito.

Mentalità mafiose spacciate per buone

Grosso modo, il tono è questo. Il mare di telegiornali che vengono rappresentati nelle scene successive al crollo del fantomatico ponte sono tutte sullo stesso tono da favola dark: il cattivo ponte deciso dai cattivi politici e appaltato ai cattivi mafiosi. Peccato che nel mondo reale i cattivi mafiosi controllino esattamente quel passaggio via mare, da terzo mondo, esattamente senza il ponte. E che l’eventuale infiltrazione su una costruzione futura non sia una buona scusa, così come le ridicole suggestioni che puntano sulle angosce, sui complessi di inferiorità tipicamente italiani (soprattutto se meridionali), ma soprattutto sulla paura della gente. Per ottenere sempre il solito, vigliacco risultato: fare sì che nessuno abbia voglia di migliorare, di crescere, di pensare al futuro. Fomentando un bel masochismo di massa, che non guasta mai, in un Paese – e in questo caso una regione – che fa di tutto per tirarsi le zappe sui piedi. Peccato non abbiano fatto un bel film fantapolitico sul Mose, magari avrebbe funzionato. E avremmo potuto raggiungere un altro bel record invidiabile: far sprofondare completamente Venezia. Che peccato!

La questione fa anche dispiacere: perché The Bad Guy è una grande serie, e Luigi Lo Cascio un attore molto sottovalutato. Ma è uno dei segreti del potere, quello di puntare sulla qualità per spingere la gente a pensare il meno possibile. Soprattutto, è l’essenza della propaganda.

Stelio Fergola

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