Roma, 13 dic – «L’idea di indire un concorso letterario è nata proprio ascoltando i nostri lettori che, in libreria o sui canali social ci hanno sempre tenuto a raccontarci la loro testimonianza sulla Seconda guerra mondiale, ma anche quella dei loro nonni, dei loro padri. Quello che accomunava tutti i racconti era proprio il dispiacere di non essere ascoltati, la mancanza di un luogo in cui queste storie potessero trovare il giusto valore. “Perché non crearla noi questa occasione?” ci siamo detti, curiosi di scoprire quanto questa iniziativa sarebbe piaciuta ai nostri lettori. Col passare dei mesi, abbiamo capito che non ci poteva essere scelta migliore. Giorno dopo giorno, continuavano ad arrivare racconti, alcuni epici, altri emozionanti, altri ancora appassionati, tutti intrisi di amor di Patria e desiderio di donarsi per il proprio ideale», queste le parole di Lorenzo Cafarchio, direttore editoriale di Altaforte Edizioni. In un periodo storico dove essere italiani spesso non è sentito come si deve, ripercorrere e rivivere quei momenti, quelle gesta e quelle sofferenze è forse il modo migliore per onorare ciò che siamo stati. Cantastorie. La tua storia sulla Seconda Guerra Mondiale è stato il primo concorso editoriale targato Altaforte Edizioni, a cui hanno partecipato più di 200 racconti.

Cantastorie, voci di un tempo del quali siamo tutti figli

Racconti che, se letti tutti d’un fiato, non sono più solo parole, ma voci di un tempo lontano ma del quale noi tutti siamo figli. Un libro quanto mai prezioso e attuale perché raccoglie le testimonianze, i sogni e le speranze di oggi e di ieri all’ombra della Seconda Guerra Mondiale. Storie dimenticate, sussurrate per decenni, passate di padre in figlio, di nonno in nipote. Storie che abbiamo raccolto con cura, dando loro il giusto spazio tra le pagine. Da El Alamein alla Campagna di Russia, da Fiume alla Repubblica Sociale Italiana…
Le vicende di soldati, aviatori, civili vittime o eroi, di donne fedeli alla causa, di patrioti che non tradirono il tricolore, di martiri ma anche di opportunisti e di chi giocoforza pensò a salvarsi la pelle, ci restituiscono uno spaccato antropologico ampio, oseremmo dire esaustivo, del dramma umano che inevitabilmente si dispiega, anzi si manifesta in maniera parossistica, durante un conflitto.

E ci ricorda, qualora ce ne fossimo dimenticati, che anche le grandi battaglie, le missioni e le campagne belliche più o meno fortunate o disgraziate, le scelte difficili in tempi ancora più difficili sono il frutto di uomini e donne, fatti di carne e ossa, ma anche di anima e ideali, che avevano affetti e cari, una casa e un lavoro cui tornare, ma anche un obiettivo da perseguire, una spinta interiore a motivarli, un interesse più meschino a muoverli o una fede alta in cui credere e cui dedicarsi. Ecco le storie di chi scelse di stare “dalla parte sbagliata”, credendo, e forse non a torto, che fosse quella giusta.
«Scegliere i vincitori non è stato facile, sono state settimane in cui la redazione è stata immersa in uno spaccato non solo narrato, ma vissuto, da chi ha partecipato al concorso, donandoci una parte di sé che vivrà per sempre nella pagine dell’antologia, e alla quale tutti noi siamo debitori», continua Cafarchio.

La premiazione

«Tuttavia, ci è sembrato giusto premiare i racconti che più di tutti hanno saputo toccare le corde del cuore e dell’anima con le loro parole. Il volume che verrà presentato il 15 dicembre alle 21, al Pils Pub, in via Agostino Betrani 2 a Milano, in quell’occasione ai vincitori sarà consegnata uno speciale attestato. Ma i vincitori per noi sono tutti quelli che hanno creduto in questa iniziativa, inviandoci i loro scritti: doveroso tributo a una grande generazione che con sacrifici, umiliazioni e orgoglio ha preservato la dignità di essere italiano, al di là delle uniformi, dei colori e degli ideali».

La Redazione

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