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Terra Ancestrale, Stelle senza luce: il secondo capitolo della saga archeofuturista

by Marco Battistini
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Roma, 31 dic – Ganividhar, capitale coloniale dei Territori di Giove, saluta il 2168 con un lussuosa cerimonia. Figura nell’elenco degli j invitati anche il facoltoso sessantenne inglese Seymour White. Ex ministro, Ceo della più grande azienda appaltatrice del Ministero della Guerra. Tra le altre cose si è appena portato a letto una giovane reporter d’assalto di origini sudamericane, la bella “equilibrista” Natalia Rios. A loro insaputa – o forse no – sarà un Capodanno di sangue. Tutto (ri)parte dai misteri del “Ballo di gala”, agile intermezzo tra “La memoria del sangue” e “Stelle senza luce”: il secondo volume di Terra Ancestrale – questo il nome della saga firmata da Alberto Brandi – è stato recentemente pubblicato dai tipi di Passaggio al Bosco.

Il giorno dell’infamia

Inizia in maniera a dir poco febbrile il 2169. Che qualcosa di tragicamente sinistro stia bollendo in pentola lo capiscono ben presto a Berlino, capitale esecutiva del Pianeta Terra e sede della Cancelleria. Misteri e fantasmi che intrecciano gli sforzi di politica, intelligence e della controversa coscienza della più avanzata intelligenza artificiale, conosciuta come Purusha, termine che riporta all’Uomo Cosmico della religione vedica.

Passato ancestrale e futuro stellare continuano quindi a scrivere la storia del Sistema Solare. D’altronde faceva notare Gabriele D’Annunzio in Sette documenti d’amore: “Ci sono potenze che sfuggono alla distruzione e all’estinzione rifugiandosi nel futuro, dove vivono e vigoreggiano”.

Centoventinove giorni dopo quel 31 dicembre in cui avrà inizio il primo passo verso la fine, lo Stato delle Nazioni – e con esso i suoi cittadini – conoscerà il vero volto del nemico. Per i posteri diventerà il Giorno dell’Infamia

Stelle senza luce

Se nel primo capitolo delle serie l’autore ha messo il lettore davanti a domande sulle reali potenzialità dell’uomo, nella seconda parte di Terra Ancestrale Alberto Brandi ci conduce verso interrogativi decisamente più scomodi. Il tema del tradimento, comunque già trattato ne “La Memoria del Sangue”, si articola ed esplode in tutta la sua brutalità. L’argomento ad ogni modo compare spesso nella storia europea: da Efialte che aiutò i persiani ad aggirare il passo delle Termopili (480 a.C.) ai fatti dell’8 settembre 1943 che gettarono l’Italia nel caos contribuendo allo scoppio di una sanguinosa guerra civile, passando per il cesaricidio delle Idi di Marzo – 44 a.C. 

Un romanzo di stelle, appunto. Ma – in molte sue manifestazioni – senza più luce. L’Armata Rivoluzionaria Trans-Planetaria, principale gruppo eversivo di Sol, ha agganci inimmaginabili: tra le diverse forze del caos abbiamo trovato esemplare la descrizione di Aga, informe creatura tentacolare che sembra nutrirsi del suo stesso dolore.

“Non veniamo dalla polvere…”

Ma, pur nel contesto di una possibile disfatta che avrebbe dimensioni planetarie, le vecchie memorie di un giovane comandante dei Loups-Garous – l’ordine di mistici e guerrieri – scritta nel pieno della Rivoluzione ci spiega che “il contesto in cui viviamo non esiste…non avendo trascendenza non condivide la nostra origine e la nostra natura. Non condividendo il nostro Sacro, vive solo disgregando, consumando e dissolvendo”. Eppure “come per ogni allucinazione, volontà e azione la dissolvono”.

L’origine – e quindi il destino – non sarebbero da ricercare nella polvere. Quanto piuttosto nel ghiaccio e nel fuoco: lo Stato delle Nazioni riuscirà a ritrovare se stesso in quel qualcosa di così antico e potente?

Marco Battistini 

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