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commercio giovaniRoma, 15 mag – Un saldo di più di 8mila imprenditori commerciali in meno, principalmente a causa della chiusura delle attività di oltre 25mila giovani sotto i 40 anni. Se la ripresa, stando almeno alle parole del ministro Padoan, sembra essere alla portata di mano, questa non passerà – per il momento – almeno dal settore del commercio, che nei primi mesi dell’anno conferma la tendenza al ribasso.

E’ quanto emerge da uno studio dell’Osservatorio Confesercenti sulle imprese del commercio e del turismo. Nel trimestre gennaio-marzo, spiegano dall’associazione, titolari e soci d’impresa sotto i quarant’anni sono diminuiti di oltre 25mila unità, mentre sono aumentati di 17mila gli imprenditori oltre quella soglia di età nello stesso settore. Il risultato è un’emorragia continua, che attesta nel trimestre a -8mila il numero di attività in essere. A pesare, oltre alla mancata ripresa, è soprattutto la deflazione, con il ribasso continuo dei prezzi che porta – almeno a livello aggregato – ad un rinvio degli acquisti, strozzando così il commercio.

Scendendo nel dettaglio dei dati, la parte del leone la fa la distribuzione moda, che vede scomparire quasi 3mila titolari, seguita dalla seguita dalla ristorazione mobile, il cosiddetto ‘street food‘ che sente la crisi nonostante il boom, che perde più di 2mila unità, per finire con i bar, che sfiorano le 2mila chiusure nonostante la liberalizzazione abbia aiutato l’apertura delle attività.

“Dati allarmanti”, spiega il segretario di Confesercenti, Mauro Bussoni, “che dimostrano come, in un mercato globalizzato e competitivo come quello attuale, improvvisarsi imprenditori sia una missione ormai quasi impossibile. Migliaia di giovani, la fascia più colpita dalla disoccupazione, tentano ogni anno la via dell’impresa, aprendosi un negozio o un pubblico esercizio per crearsi da soli quel posto di lavoro che per loro, purtroppo non c’è. Chiediamo che venga messa in campo anche un piano di sostegno alle nuove imprese per traghettarle verso il consolidamento, riducendone le imposte per i primi anni di vita ed estendendo anche ad esse i provvedimenti di fiscalità agevolata”.

Filippo Burla

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