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Roma, 27 mar – Spesso le voci di costo di un’azienda non danno per nulla o danno pochissimo spazio alle fiere commerciali, preferendo privilegiare tutte le altre voci di spesa rappresentate in primo luogo dalla forza vendita, dalla pubblicità online e offline, da altre voci di marketing. Eppure, chi ha già partecipato a questo tipo di eventi ne conosce per intero la potenzialità, in un modo che chi non ha mai partecipato fa difficoltà a concepire.
Tra i motivi di questo pregiudizio, soprattutto nelle piccole aziende o quelle da poco avviate, la preoccupazione di avere uno stand in una posizione non strategica, o quello di non avere una postazione all’altezza. In questo senso, sempre di più è possibile ricorrere a operatori specializzati, anche nelle fiere oltre oceano, come ad esempio nel caso di un allestimento di uno stand a Chicago.
Le fiere, tuttavia, rappresentano un’occasione formidabile per acquisire nuovi clienti e per accedere a nuovi mercati. Questa affermazione potrebbe sembrare superata nell’era di internet, ma non è così. Pur con tutta l’importanza dell’online, il contatto diretto con gli operatori rappresenta un asset che non potrà mai essere eguagliato da altri strumenti di comunicazione e marketing. E’ nelle fiere infatti che, in modo istantaneo, si potranno prendere immediatamente nuovi contatti essenziali per lo sviluppo del proprio business. Inoltre, nella fiera, si potranno trovare operatori già predisposti all’ascolto e alla comunicazione.
La fiera risulta inoltre in particolar modo efficace quando è necessario far conoscere nuovi prodotti, nuove linee, e poterli così testare con un numero ampio di clienti: insomma, il vantaggio aggiuntivo di avere un feedback immediato e su scala ampia. Ma quanto bisogna investire per questo? Senza dubbio ci sono una serie di spese da considerare, crescenti quando la fiera è all’estero, quali i costi di viaggio, l’assenza del personale, i materiali per lo stand, la spedizione.  Un budget però giustificato dal ritorno dell’investimento, per i motivi prima spiegati, con una “conversione” che – a quanto dicono le statistiche – si aggira intorno al 30%, ovvero un cliente acquisito ogni tre contatti avuti.
Ma oltre a questo ritorno economico immediatamente percepibile, vi è anche un più vasto ritorno d’immagine da considerare: la fiera infatti contribuisce a formare e potenziare l’immagine dell’azienda. E’ infine importante, anche scegliere la ‘fiera giusta’. Come farlo? Certamente basandosi su elementi oggettivi per il proprio business, quali il posizionamento della manifestazione, il profilo degli espositori, l’attrattività di quel mercato di riferimento per la propria azienda, e il rapporto di tutti questi elementi con gli obiettivi aziendali che ci si è posti. Tutti elementi questi, da valutare attentamente, ma che nulla tolgono all’importanza basilare, anche nel 2018, di non pensare che internet e comunicazione online siano tutto ciò che serve, ma dedicarsi anche alla partecipazione a questi eventi.

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