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Roma, 24 apr – Crédit Agricole ha conquistato Creval. Ci sono voluti mesi, ma alla fine il gruppo francese è riuscito a portare a casa con successo l’offerta pubblica di acquisto annunciata lo scorso novembre. Non senza qualche difficoltà ma in ogni caso nel più totale silenzio da parte dell’esecutivo, rimasto a guardare mentre un’altra realtà italiana finita in mani transalpine.

Crédit Agricole conquista Creval

Sono serviti due rilanci e il prolungamento della durata dell’operazione, ma con un colpo di reni alla fine Crédit Agricole ha messo le mani su Creval. (Quasi) tutto in un giorno, verrebbe da dire. Ieri, infatti, l’adesione all’opa ha superato il 67% (controllo di diritto: con i due terzi la maggioranza in sede di assemblea straordinaria è garantita) già nel corso della mattina. Nel resto della giornata, poi, l’asticella ha continuato a salire. Chiudendo al 91,17% del capitale. Ben oltre le aspettative della Banque Verte, che aveva già fatto capire di poter prendere comunque in esame l’operazione anche senza il raggiungimento del 66,7%.

Si conclude così un altro atto della campagna acquisti francese ai nostri danni. Non solo Creval: Crédit Agricole è da tempo presente in Italia, dove ha già collezionato numerose acquisizioni. Cassa di Risparmio di Parma, Cassa di Risparmio della Spezia, FriulAdria per dirne alcune. Alle quali, adesso, si aggiunge per l’appunto il Credito Valtellinese.

Il governo in silenzio

A fare più rumore, tuttavia, è stato il silenzio tombale da parte dell’esecutivo. Nessun argine è stato elevato da parte delle autorità. E dire che gli strumenti per fronteggiare l’ennesimo intervento predatorio sul nostro settore finanziario c’erano. Peccato non si sia voluto attivarli.

Parliamo ovviamente del golden power che il governo Draghi ha scelto, in sede di primo consiglio dei ministri lo scorso 16 febbraio, di non esercitare. Un via libera sostanziale all’operazione Crédit Agricole – Creval, con la benedizione dell’ex governatore Bce in persona.

Filippo Burla

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1 commento

  1. Sì, però francamente CA si è fatta tutte banchette del catodo; ben diverso il caso Paribas che si è pappato BNL.

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