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Pil crescita stagnazioneRoma, 21 gen – Piccola limatura al rialzo per l’anno appena chiuso, revisione al ribasso per quello dell’anno in corso. E la presunta crescita del Pil si trasforma così in una stagnazione. A dirlo le ultime recenti analisi, pubblicate da Banca d’Italia e dalla società di consulenza Prometeia.



Le proiezioni “aggiornate in base agli andamenti più recenti, indicano che in media il Pil dovrebbe essere aumentato dello 0,9% nel 2016”, rispetto alla precedente stima di +0,7%, spiegano da via Nazionale. E’ la conferma che, nonostante le promesse, la soglia dell’1% non è stata centrata. Soglia non solo psicologica, ma anche tecnica: al di sotto o comunque attorno ad essa, l’errore statistico è troppo grande per poter confermare di aver centrato l’obiettivo della crescita. Obiettivo che non verrà raggiunto, secondo Palazzo Koch, nemmeno quest’anno, con il Pil dato in aumento “attorno allo 0,9%”. Abbastanza per confermare la tesi della stagnazione, visto che i dati di inizio anno sono per definizione, almeno dal 2007/2008, sempre poi stati rivisti al ribasso in corso d’opera.

Più certezze sulla mancata crescita arrivano invece da Prometeia. La società, nel suo ultimo rapporto sull’Italia, valuta in 0,3 punti di Pil le incertezze sia politiche che, soprattutto, relative al sistema bancario. E’ per questo che, pur allineandosi alle stime di Banca d’Italia per i dodici mesi trascorsi, per il 2017 lo 0,8 previsto a settembre dell’anno scorso subisce la sua prima limatura ad un più modesto +0,7%, per salire di un misero decimale solo l’anno prossimo. Vale quanto detto poc’anzi in merito alla robustezza delle previsioni: e se dovessero rivelarsi imprecise anch’esse? Lo zero virgola zero non più così lontano…

Filippo Burla



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