Roma, 11 gen – Meno 1,6 e meno 2,6%. Sono i dati della produzione industriale di novembre, rispettivamente rispetto al ottobre e rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Numeri, quelli comunicati oggi dall’Istat, che segnalano una vistosa retromarcia della nostra economia.

A trainare gli indici al ribasso è soprattutto il settore dell’automobile, che registra un calo del 19,4% su base annua e dell’8,6% su base mensile. Fra gli altri dati negativi quelli del settore legno, carta e stampa (-10,4%) e dell’industria estrattiva (-9,7%). Valori positivi invece per l’industria alimentare (+2,7%) e farmaceutica (+1,3%). Aumenti che non riescono tuttavia ad invertire la rotta generale: a fronte di una moderata crescita per i beni di consumo si registrano infatti diminuzioni rilevanti per beni intermedi, energia e beni strumentali.

Se l’Istat parla di un “quadro di complessiva debolezza dei livelli di attività industriale nel corso del 2018″, con segnali di peggioramento anche su disoccupazione e fiducia, meglio non va negli altri Paesi europei. Dalla Germania alla Francia, passando per la Spagna, tutte le più grandi nazioni manifatturiere sono in difficoltà, con cali nella produzione industriale generalizzati e preoccupanti. Tanto da far presagire, come alcuni osservatori avevano pronosticato, un concreto rischio recessione per l’anno venturo.

Filippo Burla

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