Il Primato Nazionale mensile in edicola

Finmeccanica Utile 2014Roma, 11 mar – Mauro Moretti è in sella da meno di un anno, da quando cioè a maggio scorso lasciò la poltrona di amministratore delegato delle Ferrovie per accasarsi a Finmeccanica. Ascrivere a lui tutti i meriti può quindi essere eccessivo, ma senza dubbio cominciano a farsi vedere i primi risultati della cura imposta dall’ex ferroviere.

Finmeccanica chiuderà il 2014 in utile. E questa, di per sè, è già una notizia. Nessun risultato alle stelle, non i miliardi registrati nell’ultima riga di bilancio in quella che fu l’epoca d’oro della gestione Guarguaglini. Rispetto agli anni più recenti si tratta comunque di qualcosa di estremamente positivo: le perdite registrate negli ultimi esercizi (basti pensare ai 2.3 miliardi di rosso del 2011) sono già parte del passato. Senza entrare nel dettaglio dei numeri, Moretti ha detto che secondo le prime indicazioni “sarebbe un salto di 700 milioni rispetto all’anno prima”.

I dati del preconsuntivo del gruppo della meccanica, dell’elettronica e della difesa potrebbero offrire, inoltre, un ulteriore spunto di ottimismo. Stando a quanto riferito dall’ad, l’utile non si rintraccerebbe a questo punto solo nel rigo del risultato netto, che considera anche poste straordinarie ed una tantum, ma anche in quello del risultato operativo. Significa che l’impresa di Stato è tornata a generare profitti con la sua gestione caratteristica, senza alcun “aiutino” da dismissioni o operazioni analoghe. Il ritorno alla redditività non è quindi dovuto alla cessione di AnsaldoBreda e Ansaldo Sts, il cui accordo è stato perfezionato la settimana scorsa (verrà concluso solo fra mesi) e quindi non influisce sui dati dell’esercizio in oggetto. Segno che probabilmente si poteva prendere più tempo per pensare alla dismissione, non sul se farla -la posizione di Moretti sul fatto che Finmeccanica non può fare tutto, con un ventaglio di «500 prodotti, quando gli altri ne fanno 150», è del tutto comprensibile- ma piuttosto sul come, magari evitando l’ennesima vendita all’estero e cercando di individuare un partner nazionale.

Filippo Burla

1 commento

Commenta