Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 8 giu – “Stiamo sovvenzionando con la Cig anche aziende che potrebbero ripartire, magari al 50 per cento, e grazie agli aiuti di Stato preferiscono non farlo (..). Per pigrizia, per opportunismo, magari sperando che passi la piena e il mercato riparta come prima“. A dirlo è Pasquale Tridico, che in un’intervista rilasciata a Repubblica si scaglia così contro imprenditori e commercianti che non hanno ancora riaperto. Parole obiettivamente inaccettabili, pronunciate dal presidente dell’Inps dopo aver esaltato viceversa i lavoratori dell’istituto di previdenza: “All’Inps ci sono lavoratori straordinari che si stanno facendo in quattro per dare una risposta a tutti. Come quelli della sanità hanno garantito la protezione dal virus, noi abbiamo garantito la protezione sociale. I nostri hanno lavorato a Pasqua, il 25 aprile, il primo maggio, hanno subito minacce, insulti. Non è giusto, l’Italia deve essere orgogliosa di loro. Anche perché la Cig, al 90%, è stata erogata”, ha detto Tridico.

Offensivo e fuori luogo

Eppure ci sono migliaia di altri lavoratori italiani che ancora aspettano la Cassa integrazione in deroga, circa 419mila domande (sul sito dell’Inps) devono essere liquidate. Dunque accusare di pigrizia e opportunismo chi in questo momento non riesce a ripartire è offensivo e piuttosto fuori luogo, soprattutto se queste affermazioni vengono partorite da chi è tenuto a svolgere un lavoro fondamentale per il sostegno alle imprese. E che semmai, vista la lentezza del sistema, dovrebbe fare autocritica. Invece no, Tridico prova goffamente a dirci che se qualcuno non riapre alla fin fine è colpa sua. “In alcuni settori – ha dichiarato ancora il presidente dell’Inps – ci possono anche essere imprenditori che non affrontano le difficoltà della riapertura ‘tanto c’è lo Stato’ che paga l’80 per cento della busta paga. Adesso basta scrivere Covid e noi paghiamo, senza controlli, senza burocrazia, senza sindacati”.

Lega e Italia Viva: “Tridico da cacciare”

Le sparate di Tridico non sono però sfuggite sia dalle parti della terza gamba del governo (Italia Viva) che da quelle dell’opposizione. “Le parole del presidente dell’Inps Tridico contro gli imprenditori – ha detto Maria Chiara Gadda, deputato di Italia Viva – sono inaccettabili e assolutamente fuori luogo. Dire, generalizzando, che ci sono imprese che non riaprono per pigrizia o per opportunismo, perché tanto c’è lo Stato che paga la cassa integrazione, è non soltanto offensivo, ma tradisce anche una logica anti industriale, che non c’entra nulla con chi è chiamato a ricoprire un incarico tecnico come quello di presidente dell’istituto di previdenza. Tridico, con l’ennesima intervista autogol, danneggia anche il governo, e si conferma totalmente inadeguato e imbarazzante, al pari di Parisi all’Anpal. Non si capisce cosa aspetti la ministra Catalfo a rimuovere entrambi“.

A gamba tesa contro il presidente dell’Inps è intervenuto anche Paolo Grimoldi, deputato della Lega: “L’intervista del presidente Inps è paradossale per non dire oltre. È paradossale che Tridico, dopo le inefficienze e le figuracce del suo ente in questi mesi, dopo la mancata o ritardata erogazione della Cig a decine di miglia di cittadini che ne hanno bisogno, sia ancora lì al suo posto e non sia stato cacciato. È paradossale che Tridico – ha tuonato il parlamentare leghista – dichiari che i lavoratori Inps siano straordinari perché così di fatto conferma l’incapacità di chi li dirige. È paradossale che Tridico accusi commercianti, artigiani e piccoli imprenditori di non voler riaprire per incassare i soldi a sua dire comodi della Cig: la tipica frase di chi non conosce il mondo produttivo, ma solo quello assistenzialista. È paradossale che siamo qui a commentare uno come Tridico…”.

Alessandro Della Guglia

2 Commenti

Commenta