Berlino, 22 ott – Si addensano nubi sull’economia della Germania e, di riflesso, su quella dell’intera Unione Europea. Secondo l’ultimo rapporto mensile rilasciato dalla Bundesbank, infatti, “il prodotto interno lordo potrebbe essersi ridotto nuovamente nel terzo trimestre del 2019”, contrazione che seguirebbe a ruota quella del periodo aprile-giugno. Statisticamente, due trimestri consecutivi di calo significano recessione tecnica. Ad eccezione del 2013, era dall’annus horribilis 2009 che non accadeva.

La Bundesbank prova ad ostentare sicurezza: “Una recessione nel senso di un calo significativo, diffuso su vasta scala, prolungato delle prestazioni economiche con capacità macroeconomiche non utilizzate, finora non si profila”, si legge ancora nel rapporto.

Germania schiava del suo modello

Il diavolo, tuttavia, si annida nei dettagli. Più nello specifico, nelle ragioni alla base di questa (temporanea?) difficoltà della Germania. “La ragione principale è il proseguimento del rallentamento nell’industria orientata all’export”, prosegue l’istituto di Francoforte. Detta in altre parole: il modello tedesco fatto di rincorsa alle esportazioni sembra tirare un po’ il fiato. Il motivo è presto detto: avendo sacrificato parte della domanda interna a colpi di austerità (strategia poi “suggerita” agli altri membri dell’eurozona), basta un venticello di crisi sui mercati internazionali – leggasi guerra commerciale e rallentamento globale – per far traballare l’intera architettura.

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Le tendenze di medio periodo, d’altra parte, non depongono a favore. Berlino mantiene sì una bilancia commerciale in robusto attivo, che sta però progressivamente sfumando rispetto ai picchi record toccati fra 2016 e 2018. E all’orizzonte non si intravvedono, al momento, vie d’uscita da un paradigma potenzialmente suicida. La manovra di cui si sta discutendo al Bundestag non sembra infatti voler mettere seriamente in discussione il rigorismo che, dal 2014 ad oggi, ha permesso al governo di registrare costanti surplus di bilancio. Ad eccezione di investimenti a favore dell’ambiente, non si trova infatti traccia di alcuna volontà di attuare politiche espansive che possano invertire la rotta. E non solo per la Germania.

Filippo Burla

2 Commenti

  1. La germania ORA è una zavorra ??????
    stanno cercando da decenni di farci pagare i costi dell’ anschluss con la germania EST !!!!
    Nessuno se n’ era accorto prima ?

    queste MERDE exNazi NON hanno alcun rispetto per l’ EUROPA (nazione) , come i Francesi
    stanno cercando di SPALMARE i loro costi su tutti gli altri partecipanti ….., mantenendo LORO
    la sovranità , e togliendola a CHI ha FONDATO l’ Europa GRECI e ROMANI !!!!!
    Europa è un nome Greco …….

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