Roma, 7 lug – L’Europarlamento si è accorto finalmente che il nucleare è “verde” e dunque va incentivato, non boicottato per assurdi timori del secolo scorso. Insieme al gas, adesso il nucleare entra nella lista degli investimenti sostenibili dell’Unione europea. A deciderlo è stato appunto il Parlamento europeo, che ha bocciato ieri una risoluzione in cui si proponeva di respingere questa “tassonomia”. Un voto fondamentale perché permette all’atto delegato della Commissione di continuare il suo iter, ovvero di includere nucleare e gas nella cosiddetta tassonomia green. “Non ci sarà un nuovo atto delegato se l’attuale dovesse fallire”, ovvero se non dovessero ricevere il via libera del Parlamento europeo, aveva già precisato il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Nessuna bocciatura, si va avanti.

Parlamento Ue, sì al nucleare. I criteri da rispettare

Nell’atto delegato della Commissione europea, vengono indicati per la transizione green sei attività (tre per il nucleare e tre per il gas), giudicate meritevoli di finanziamenti pubblici e privati.

Per quanto riguardo il nucleare, la prima attività: “Ricerca, sviluppo e implementazione di impianti innovativi di produzione di energia elettrica da processi nucleari con scarti minimi dal ciclo del combustibile”. Secondo la Commissione relativamente ai rifiuti ad alta radioattività e al combustibile esaurito, la soluzione è lo smaltimento geologico profondo considerato all’avanguardia dagli esperti di tutto il mondo. “Le ultime relazioni del 2021 degli Stati membri dimostrano che attualmente sono stati compiuti progressi sostanziali nella realizzazione dei primi impianti di smaltimento geologico profondo sul territorio dell’Unione. Pertanto, stanno diventando disponibili soluzioni realistiche per gli Stati membri per sviluppare e gestire tali strutture entro il 2050”, si legge nell’atto.

La seconda attività: “Costruzione e funzionamento in sicurezza di nuove centrali nucleari, per la generazione di elettricità o calore, anche per la produzione di idrogeno, utilizzando le migliori tecnologie disponibili”. Il permesso di costruire deve essere rilasciato entro il 2045, con la Commissione che riesaminerà a partire dal 2025 e almeno ogni 10 anni tutti i parametri tecnici relativi alla migliore tecnologia disponibile.

La terza attività: “Produzione di elettricità da energia nucleare negli impianti esistenti”. Si tratta in questo caso anche del permesso di estensione dell’attività esistente, che dovrà essere rilasciato dallo Stato membro entro il 2040.

Ora l’Italia batta un colpo, c’è una grandissima occasione da sfruttare in chiave di futura indipendenza energetica.

Eugenio Palazzini

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