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Roma, 7 giu – «Per quest’anno non cambiare stessa spiaggia, stesso mare…» cantava Mina in una delle sue più celebri canzoni e quest’anno, proprio come suggerito dal brano, milioni di italiani sceglieranno di trascorrere le vacanze estive presso le principali località balneari della penisola. Viaggi all’estero, a causa della pandemia, non se ne faranno e allora, grazie anche al via libera agli spostamenti tra regioni avvenuto il 3 giugno scorso, il popolo vacanziero potrà mettersi in viaggio verso i più graditi lidi d’Italia.

I prezzi degli stabilimenti balneari lievitano

Il vero problema sarà, tuttavia, capire chi potrà permettersi una vacanza al mare sia in ragione di spazi fisici, sia in ragione di costi di ombrelloni e lettini. Le regole in materia di distanza di sicurezza ridurranno all’incirca del 50% la capienza delle spiagge attrezzate, per cui, specie nei giorni da bollino rosso, sarà quasi impossibile trovare un posto per stendersi a prendere il sole in spiaggia. Non ci sarà spazio per tutti. Oltre a ciò, l’altro problema, non di poco conto, è legato alla questione dei prezzi. Secondo il centro studi Ircaf, che ha condotto un’indagine su un campione di quaranta stabilimenti balneari, siti nelle località italiane più ricercate, le tariffe per accaparrarsi un lettino e un ombrellone lieviteranno mostruosamente.

Tutti i dubbi legati al rischio di un aumento dei contagi, le innumerevoli incertezze offerte dal governo e una stagione irrimediabilmente corta, ridotta solo a luglio e ad agosto, hanno fatto tremare gli imprenditori del settore i quali, abbandonati a loro stessi, hanno deciso di correre ai ripari aumentando i prezzi. Dopo giugno, l’aumento medio per quanto riguarda l’affitto giornaliero di sdraio e ombrellone si aggirerà sui 2,64 euro mentre, mentre, per l’affitto settimanale, l’aumento sarà quasi di 12,28 euro, insomma un +15%.

A fugare ogni dubbio su eventuali errori di calcolo da parte dell’Ircaf, è intervenuto il Codacons che, in base alle sue stime, prevede oltretutto un diffuso aumento dei costi per quanto riguarda tutto il settore turistico: 20% in più rispetto alla stagione 2019.

Niente spiagge libere

Tornando però agli stabilimenti balneari, il tartassato turista se ha interesse a preservare un minimo le sue finanze dovrà selezionare accuratamente l’agognata meta. Se infatti ha intenzione di trascorrere un periodo di villeggiatura a Vieste, in Puglia, pagherà un giornaliero 10 euro, se per sbaglio, invece, dovesse capitare in altri lidi, sarà tenuto a sborsare una somma ben più alta: 35 euro per l’affitto di un giorno a Fregene o Milano Marittima, 36 euro a Sabaudia, 40 euro in Versilia. La spiaggia libera, per quest’anno, non rappresenterà un’ancora di salvezza dato che i gestori degli stabilimenti balneari hanno ottenuto, in molti punti, il permesso di occupare buona parte della suddetta con i loro ombrelloni e lettini. Per le tasche dei vacanzieri, insomma, si prospetta un’estate assolutamente rovente e solo pochi danarosi potranno permettersi di trascorrere qualche giorno lontano dalla calura delle metropoli.

Alessandro Boccia

2 Commenti

  1. Quindi il popolo italiano avrà difficolta’ ad accedere alle spiagge che sono di proprietà del demanio e cioè dello stato e quindi di tutti noi??Se uno non ha soldi non puo’ andare in spiaggia?? La dittatura finanziaria avanza e privatizza i beni comuni e gli schiavi non hanno piu’ diritti?Sarà da vedere cosa succede quando si vieterà di fare il bagno nel mare NOSTRUM

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