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Roma, 7 giu –  Salvo un clamoroso rinvio, legato all’emergenza sanitaria, a novembre si terranno, negli Stati Uniti, le elezioni per scegliere il prossimo Presidente. Evento che, mai come questa volta, avrà conseguenze fondamentali sul futuro dell’intero globo. I due sfidanti, Donald Trump e Joe Biden, appaiono profondamente diversi sulle visioni politiche, nazionali ed estere.

Il nuovo corso di Trump

Nel corso dell’attuale mandato, Trump ha dato spesso prova delle sue propensioni “sovraniste”, comportate dal perseguimento di linee oltranziste, da molti criticate ma efficaci, nei confronti dell’immigrazione incontrollata e della globalizzazione. Ha captato il pericolo per la propria nazione derivante dall’espansione della Cina, che lo ha portato a varare sanzioni tramite l’apposizione di dazi. Risaputa è anche la sua avversione nei confronti dell’Unione Europea, ente ritenuto dal tycoon inconcludente, privo di visioni espansive, economiche e sociali, rappresentative di tutti gli stati membri.

A quelle che possono sembrare derive comportanti solo l’incrinazione dei rapporti internazionali, ci sono da contraltare epocali eventi di distensione verso altri paesi: la Russia, guidata da Vladimir Putin, ha rafforzato i propri rapporti internazionali con Washington, arrivando a punti di incontro storici come quello riguardante la vicenda Ucraina, dalla quale Trump si è distaccato, o l’accordo raggiunto sul prezzo del petrolio, argomento che vedeva da tempo una speculazione da parte della Cina.

Anche con la Corea del Nord vi sono stati approcci di “disgelo”: l’obiettivo di un accordo sulla presenza e l’uso della forza nucleare di Pyongyang non sembra più così impossibile da raggiungere, come fino ad oggi.

Lo scenario Biden

Nel caso in cui a trionfare dovesse essere, invece, Biden, si rischierebbe di assistere ad un totale cambiamento degli equilibri sin qui raggiunti.

L’amministrazione Obama, che vedeva l’attuale candidato democratico nel ruolo di vice-presidente, si è sempre contraddistinta per una visione più demagogica del mondo: basata sulle classiche teorie liberal politicamente corrette e sulle aspre critiche alla Russia, riguardo le visioni internazionali portate avanti da Putin.

Ciò che risulta certo, agli occhi dei più, è come il coronavirus, direttamente o meno, abbia tracciato una nuova strada, alla quale il mondo non potrà più sottrarsi. L’epoca della globalizzazione, dell’esser irreversibilmente tutti “cittadini del mondo” è finita schiacciata, dalla consapevolezza che da questo disastro economico, e sociale, ogni Nazione potrà uscirne solo con le proprie forze.

Progetti unitari come l’Unione Europea, fondata sull’abbattimento della sovranità politica e monetaria dei singoli Stati, difficilmente potranno avere spazio in futuro, almeno per come li conosciamo adesso.

Scontro tra superpotenze: e l’Italia?

Le elezioni Americane, dunque, oltre a stabilire il prossimo inquilino della Casa Bianca, detteranno un punto importante nel corso della storia, al quale ogni nazione dovrà farsi trovare preparata, per non finire terra di scambio o competizione nella disfida che si annuncia tra Stati Uniti e Cina

Possiamo auspicare che l’Italia non diventi ulteriormente “satellite” delle due superpotenze. Comprendendo che ciò sarà possibile solo riacquistando la nostra sovranità, che ci riporti ad essere paese autonomo, indipendente da enti esteri e privati, che finiranno per vendersi e chinarsi al prossimo ritorno del bipolarismo.

Tommaso Alessandro De Filippo

1 commento

  1. Ma come fate a non accorgervi che questi due son o la stessa persona… Stessa espressione, stessi occhi, stesse caratteristiche… Avranno gli stessi trascorsi e gli stessi maestri… Divide et impera… Ma il potere è uno solo… La foto parla da sola…

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