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Def Padoan privatizzazioniRoma, 5 apr – E’ scontro, all’interno del Partito Democratico, fra i deputati e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. In occasione del confronto fra i parlamentari Pd e il titolare di via XX Settembre sul prossimo Def, oggetto del contendere sono state le privatizzazioni, che Padoan vorrebbe rilanciare con l’obiettivo di sfruttarle (insieme ad altre misure) per centrare i parametri di deficit e debito concordati con Bruxelles.

Un’idea, quella di accelerare sulle (s)vendite di Stato, che non trova d’accordo una buona fetta, trasversale, del principale partito di governo. Sul tema, infatti, si sono trovate d’accordo quasi tutte le correnti impegnate nella sfida delle primarie per la segreteria. Da Rosato a Realacci in quota Renzi a Misiani in rappresentanza dello schieramento che sostiene la candidatura di Andrea Orlando, sono in molti a chiedere una moratoria. “Un conto è immaginare di trasferire delle quote a Cassa depositi e prestiti, una transizione verso il mercato. Un altro conto è dismettere quote a valori più bassi della realtà”, spiega Edoardo Fanucci, renziano della prima ora ed organizzatore degli incontri alla Leopolda.

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Parole pesanti e sottoscritte da una buona fetta dei rappresentati del Pd, ma sulle quali Padoan frena. “Non sono d’accordo ad una moratoria sulle privatizzazioni”, ha detto, aggiungendo che “le privatizzazioni sono una priorità e vanno fatte non perché ce lo chiede l’Europa o per abbassare il debito pubblico, ma perché rendono più efficienti le aziende”. Un assioma indimostrabile (e indimostrato), ma che Padoan – a dispetto della sua storia “di sinistra” sempre vicino al Pci – fa proprio e dal quale non intende recedere nonostante l’evidenza dia torto alle sue convinzioni. E se se ne stanno accorgendo pure i parlamentari del Pd…

Filippo Burla

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