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olioRoma, 10 mar – L’Unione europea, a quanto pare, ha deciso di farsi vettore di tutte le invasioni possibili: non solo quella migratoria, ma ora anche di quella commerciale. Solo così si può spiegare la decisione presa da Strasburgo, che ha aperto le porte a un aumento di import di altre 35mila tonnellate a dazio zero di olio dalla Tunisia. La misura presa dalla plenaria di Strasburgo fa parte del pacchetto di aiuti d’urgenza per il Paese nordafricano, che comprende appunto anche quell’agevolazione di oltre 35mila tonnellate in più di olio. Il voto era stato sospeso il 25 febbraio, ma ora il Coreper (Comitato rappresentanti permanenti dell’Unione europea) ha recepito gli emendamenti tecnici e comunicato che avrebbe adottato il testo passato al Parlamento europeo. L’Aula ha approvato con 500 sì, 107 no e 42 astenuti.



L’olio tunisino è ovviamente un prodotto a basso costo, ma anche a bassa qualità, che metterà in ginocchio la produzione di un’eccellenza italiana. E infatti gli addetti ai lavori sono sul piede di guerra. Il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo dichiara: “Dopo che nel 2015 in Italia sono aumentate del 481% le importazioni dell’olio di oliva della Tunisia per un totale di oltre 90 milioni di chili è un errore l’accesso temporaneo supplementare sul mercato dell’Unione di 35mila tonnellate di olio d’oliva tunisino a dazio zero, per il 2016 e 2017. Anche se sono rilevanti i miglioramenti grazie a Martina e agli europarlamentari, il nuovo contingente agevolato va ad aggiungersi alle attuali 56.700 tonnellate a dazio zero già previste dall’accordo di associazione Ue-Tunisia, portando il totale degli arrivi ‘agevolati’ annuale oltre quota 90mila tonnellate, praticamente tutto l’import in Italia dal Paese africano”.

Almeno a parole, il ministro Martina si è detto contrario “a qualsiasi aumento permanente del contingente di olio tunisino. Come ministero delle Politiche agricole abbiamo posto delle condizioni chiare sull’attuazione e sulle quote mensili dei contingenti e su questi punti non intendiamo cedere. Se non avremo garanzie continueremo a opporci all’adozione del regolamento da parte della commissione”.

Roberto Derta



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