Atene, 16 mar – “Per aspera ad astra”: dai margini della politica nazionale a terzo partito greco. Alba Dorata comincia a raccogliere i frutti meritati di una semina iniziata nel gennaio del 1985.

Gli esordi

Ufficialmente registrato come partito politico il primo novembre del 1993, la “creatura” del matematico Nikólaos Michaloliákos (leader di Lega Popolare – Alba Dorata), dopo un periodo di totale isolamento (agli esordi degli anni ’90), ha cominciato ad espandersi incrementando consensi ed attività. Nel ’96, partecipa infatti alle elezioni parlamentari e a presenziare a congressi internazionali di partiti nazionalisti.

Nel 1999, invece, corre alle elezioni europee ottenendo un prevedibile 0,75% dei voti. Ma i numeri interni crescono. Così come le iniziative, volte alla salvaguardia di quei valori portanti che costituiscono un filo conduttore nella storia del partito: nel 2005, per esempio, in occasione del gay pride ad Atene, i militanti distribuirono volantini contro una manifestazione da sempre osteggiata. Un purismo fedele al contenuto ideologico raccolto (fin dal 1980) nella rivista fondata da Michaloliákos stesso. Croce e delizia: posizioni non trattabili e un bagaglio tanto prezioso quanto ingombrante frenano il passaggio di Alba Dorata da movimento a realtà dalle fattezze “più istituzionali”. Ma da una base di adesioni, costituita dai nostalgici del regime militare dei colonnelli, nazionalisti e  ultras di curve calcistiche, di strada ne è stata fatta. Tutti però accomunati da un humus valoriale e culturale imprescindibile: guerra a contaminazioni estranee a storia e cultura greca, opposizione strenua al mondialismo e alla dittatura dell’UE, difesa di confini e conseguente anti immigrazionismo.

Questi sono alcuni dei punti non negoziabili per Michaloliakos e i suoi. Proprio lui, che è capo e guida spirituale di Alba Dorata: destini incrociati indissolubilmente e segnati da prevedibili, numerosi arresti. Nel 2009 le urne non riservano risultati soddisfacenti: il partito permane in una zona d’ombra rispetto alle altre realtà politiche (conseguendo un irrisorio 0,46%). Ma nello scenario della crisi economica greca e delle misure di austerity adottate dall’Unione europea, Alba Dorata ha saputo ritagliarsi uno spazio importante: complice l’esasperazione del popolo greco letteralmente in ginocchio, della riscoperta (qualora ce ne fosse stato bisogno) del patriottismo più puro, oltre all’opposizione in toto manifestata verso l’UE.

Terzo partito di Grecia

Da qui, il graduale ma inesorabile passaggio da formazione extraparlamentare a quello di terzo partito di Grecia. Così, tra 2012 e 2015, dalle pregresse percentuali risicate si è passati ad un 7% che ha consentito l’ingresso in Parlamento di circa 20 rappresentanti del partito. Saldamente ancorato al concetto di nazionalismo come “unica e vera rivoluzione”, fedele ad una linea perentoria ma coerente, Alba Dorata può vantare un collocamento importante e di assoluto merito nello scenario politico greco. Nomen omen, nel nome il destino: dall’oscurità di ieri, all’alba del domani.

Chiara Soldani

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2 Commenti

  1. Un partito di idioti, peggio del PD. Chi è veramente di destra come me disprezza questi poveretti.
    Non hanno valori, sono ignoranti e fanno leva sulla poca cultura e sulla frustrazione del popolo greco.
    Ma finirà anche questo periodo e la vera destra, quella colta e produttiva, tornerà a dominare.

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