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L’Angola potrebbe diventare il più grande produttore di diamanti al mondo

by Giuseppe De Santis
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diamanti, angola

Roma, 3 nov – Quando si parla di produzione di diamanti il primo pensiero va a paesi come Sudafrica, Namibia o Botswana, che fino ad ora quasi monopolizzavano il mercato. Una situazione che presto potrebbe cambiare, visto che di recente in Angola sono state scoperti importanti giacimenti delle preziose pietre.

I diamanti dell’Angola

Nelle province di Lunda Norte e Lunda Sul, rispettivamente nel centro e nel nordest del paese, esistono riserve di diamanti stimate a 180 milioni di carati, miniere che dovrebbero diventare operative nei prossimi anni permettendo all’Angola di produrre già nel 2022 14 milioni di carati l’anno, un sensibile aumento se si pensa che nel 2018 la quantità di diamanti prodotti ammontava a “soli” 8,4 milioni di carati.

Il governo angolano vuole trarre il massimo beneficio da questi giacimenti e per tale motivo a Luanda lancerà presto una borsa dei diamanti. Una decisione ben accolta dalla Federazione Mondiale delle Borse di Diamanti che rappresenta gli interessi di trenta mercati mondiali e consentirà all’Angola di entrare nei circoli che contano.

Produzione e trasformazione

L’esecutivo dell’Angola non vuole però fermarsi qui, visto che ha di recente varato un piano per trasformare parti di questi diamanti in gioielli così da aggiungere valore alla filiera.

Forse tutto questo non sarà sufficiente a ridurre gli alti tassi di povertà della nazione africa, ma certamente aiuterà a creare posti di lavoro e, se gestite bene, le entrate derivanti dallo sfruttamento miniere potranno fornire più fondi per gli investimenti di cui il paese ha necessità. Il caso del vicino Botswana, che grazie ai diamanti ha sensibilmente migliorato il proprio sviluppo, fa ben sperare.

Giuseppe De Santis

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2 comments

ugo 3 Novembre 2019 - 10:43

Oh, bene! Ora, ne sono certo, la massa di persone (non invitate e indesiderate) che si riversa di prepotenza dalle nostre parti vorrà scegliere altri lidi, più invitanti in quanto capaci di offrire quel lavoro che prepotenti ed invadenti affermano (falsamente) di cercare qui. Molti di loro non avranno neppure più “bisogno” di rischiare la vita attraversando perigliosamente l’infido mare che oggi li inghiotte, impietoso. Altri, provenendo da altre aree più lontane, dovranno continuare a farlo, ma la rosea prospettiva angolana sarà come il miele per le mosche. Siine certo tu pure, o lettore che fin qui sei giunto.

P.S. Spero che sia chiaro il tono.

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SergioM 3 Novembre 2019 - 1:34

fatemi ricordare …. chi erano i COGLIONI che dicevano che l’ africa è povera e dobbiamo
aiutarli ?????

Freanceschiello , Boldra , i PDdini , i CattoKon , i Grullini …….

che CAZZO , l’ africa è in ASSOLUTO il continente più ricco !!! mica erano fessi i Colognalisti !!!!
sono i bongos che NON facendo un cazzo all day long sono “poveri” , ogni € di aiuti a quei
fancazzisti è un € buttato …..

Pensate al Sudafrica , era un paradiso quando comandavano i Boer ……

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