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Spagna: l’impatto economico ed ambientale della “corrida de toros”

by La Redazione
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Madrid, 3 nov – Da anni, ormai, in Spagna, vi sono proteste animaliste – più o meno partecipate – nel corso della cosiddetta “stagione taurina”, la quale si apre la domenica di Pasqua e si conclude verso la seconda settimana di ottobre. Questa proteste, a più riprese, sono state coadiuvate da Podemos: in particolare, nel 2015, il partito di sinistra in questione, dopo aver vinto le amministrative, annunciò il taglio dei fondi pubblici ad una delle tradizioni che più esprime l’identità della Spagna.

Probabilmente, però, questa sinistra spagnola, che come quella italiana è sempre più ossessionata dal Pil e dal pareggio di bilancio – come Fiscal compact, Six Pack e Two Pack impongono – ignora l’impatto che la corrida de toros ha su tutta l’economia spagnola, così come ignora le modalità attraverso le quali l’ambiente viene tutelato, attraverso la presenza degli allevamenti taurini.

L’indotto della Corrida

In primo luogo, per quanto riguarda l’aspetto economico, come riporta un recentissimo studio – condotto da Juanma Lamet, presentato nel corso estivo riguardante la corrida, organizzato dall’Università de la Rioja e, ancora, pubblicato sulla rivista online spagnola Taurologia.comil settore genera un cospicuo indotto di 2.500 milioni all’anno, che comporta posti di lavoro, impatto economico e gettito fiscale.

Si tratta di una stima che rappresenta il bilancio di 12 dei 15 ministeri spagnoli. Per comprendere meglio la portata di questa cifra, si può evidenziare come essa costituisca più del triplo del budget del ministero della Cultura (719 milioni di spese non finanziarie) ed è maggiore di quello dell’Industria (2.358 milioni) e della Scienza (2.135 milioni). Precisando ulteriormente i dati, lo studio in questione evidenzia che le “ferias de toros” producono più di 970 milioni di euro, mentre i restanti oltre 1.500 corrispondono alle quasi 6mila celebrazioni popolari che si tengono ogni anno in Spagna.  I 970 milioni sono spiegati come segue: in particolare, la vendita biglietti genera un indotto 373,5 milioni di euro. Inoltre, per quanto riguarda gli effetti indiretti, 46 milioni corrispondono alle spese dei turisti ed altri 87 agli altri visitatori di un giorno. Infine, vertiginosa è anche la cifra originata negli altri settori, che ammonta ad 464 milioni di euro.

In secondo luogo, è importante soffermarsi anche sull’aspetto ambientale: infatti, le ganaderías – così si chiamano in spagnolo gli allevamenti di tori – contribuiscono, seppur in minima parte, alla conservazione dell’ecosistema in quanto, al loro interno, il toro nasce e cresce libero in estesi pascoli, dove l’intervento dell’uomo è minimo, così come è minima la presenza e l’utilizzo di prodotti chimici. Questi pascoli, ancora, sono caratterizzati dalla presenza di erba, alberi, laghetti, ruscelli e fiumi, perché i bovini hanno bisogno di molto cibo e di molta acqua corrente.

Anche volendo tralasciare l’aspetto identitario, eroico e tradizionale, se certe parti politiche vogliono cancellare la corrida significa che queste non tengono poi tanto a due tematiche, a cui, invece, dicono di essere particolarmente sensibili: ossia, il lavoro e l’ambiente.

Federica Ciampa

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2 comments

Serena 5 Novembre 2019 - 8:09

Ma chissenefrega dell’economia, e sei pure una donna, non hai un briciolo di sensibilità? Vergognati tu e il tuo articolo

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Serena 5 Novembre 2019 - 8:12

E’ proprio il caso di chiuderla qui con il primato nazionale e casapound se questa è la vostra posizione. Cosa ne pensa Gianluca di questo articolo?

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