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Roma, 2 nov – Neanche il tempo di far sbarcare la Alan Kurdi a Taranto che il mercantile italiano Asso30 ha “salvato” 155 clandestini in acque internazionali. Lo ha reso noto Alarm phone tramite un tweet diffuso alcune ore fa: Tra ieri sera e stamattina ca. 200 persone in pericolo sono state salvate in acque internazionali e sono ora a bordo del mercantile Asso30, battente bandiera italiana. La guardia costiera è informata. Le persone sono scappate dalla Libia e devono essere portate in salvo in Europa!“.

I casi sono due: o il Mediterraneo si è ridotto di superficie e ora è ampio quanto il lago di Garda, oppure siamo di fronte a una strabiliante serie di coincidenze: in questo momento nel Mediterraneo non circolano navi Ong, ma tra ieri sera e stamattina, Asso30 è riuscito a “incappare” miracolosamente in due gommoni nella zona di mare in acque internazionali nei pressi delle piattaforme petrolifere.

Anche l’Ong tedesca Sea Watch fa pressione perché l’Italia si pieghi a questa ennesima richiesta di sbarco. “Duecento persone a bordo di Asso30 ignorate dalle autorità Ue – si legge sul Twitter dell’organizzazione – La nave offshore battente bandiera italiana non può riportarle nell’inferno libico. La guardia costiera si assuma la responsabilità legale e coordini con urgenza lo sbarco delle persone in un porto sicuro”.

La centrale operativa della Guardia costiera italiana è stata immediatamente informata e il mercantile e’ adesso in attesa di istruzioni. L’epilogo è già scritto, del resto non ci si può aspettare che un mercantile, non attrezzato per ospitare così tanti immigrati, possa rimanere in mare aspettando i giorni necessari a negoziare la redistribuzione in Europa. Nel frattempo Ocean Viking e Open Arms, dopo averci scaricato i loro “preziosi carichi” stanno facendo rotta verso i porti di Marsiglia e Palermo per cambio di equipaggio e la Alan Kurdi con i suoi 88 passeggeri si dirige di gran carriera verso Taranto, porto sicuro assegnato ieri dal Viminale.

 

Cristina Gauri

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