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Vienna, 24 ott – L’Austria vira sempre più a destra. Il cancelliere in pectore Sebastian Kurz ha aperto ad un governo con i sovranisti invitando il leader del Fpoe Heinz-Christian Strache “a dei negoziati per la formazione di un nuovo governo”. Già definito preventivamente da alcuni media un governo “nero-blu”, la nuova unione governativa vedrebbe la luce secondo lo stesso Kurz non prima di fine anno. Il 31enne leader del Partito Popolare Austriaco, uscito nettamente vincitore dalle elezioni politiche, sembra intenzionato ad estromettere i socialdemocratici (Spö) che si ritroverebbero quindi all’opposizione.

“L’Austria merita la formazione rapida di un governo stabile”, ha specificato Kurz, auspicando di trovare un accordo “in ogni caso prima di Natale”. L’apertura al Fpoe era stata comunque annunciata, visto che lo stesso leader socialdemocratico Christian Kern si era detto sicuro di voler passare all’opposizione dopo dieci anni di “grande coalizione”. Insomma in Austria il grande inciucio di governo è al capolinea, un segnale chiaro per l’Italia che con la nuova legge elettorale sembra invece andare nella direzione. Eppure l’aria che tira oltre confine non è così diversa, con il problema immigrazione sempre più evidente e allarmante.

Se, come le premesse lasciano intendere, le trattative avviate da Kurz avessero buon esito, in Austria il Fpoe tornerebbe al governo dopo 17 anni. Nel 2000 fu un altro “popolare”, Wolfgang Schuessel, a coinvolgere nella coalizione di governo l’allora leader nazionalista Joerg Haider. Il giovanissimo cancelliere in pectore Kurz ha però precisato che è necessario “un chiaro orientamento filo-europeo” per poter entrare a far parte dell’esecutivo. Non sembra affatto un veto al Fpoe, quanto una sorta di rassicurazione a Bruxelles. Salvo sorprese.

Eugenio Palazzini

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