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Belgrado, 18 gen – Bagno di folla per la visita di Stato in Serbia del presidente russo Vladimir Putin, accolto a Belgrado dal collega serbo, Aleksandar Vucic. Ribadita e rafforzata l’alleanza tra i due Paesi, mentre per le strade della capitale sono comparsi grandi manifesti che recitano, “benvenuto onorato presidente Putin, caro amico“.

Prima di lasciare Mosca, Putin ha accusato l’Occidente di “destabilizzare” i Balcani. Il presidente russo punta il dito contro gli Stati Uniti e la Nato: “Un grave fattore di destabilizzazione nell’area è la politica degli Usa e di altri Paesi occidentali che mirano ad avere il dominio della regione”.

La Serbia, come è noto, aspira a entrare a far parte dell’Unione europea (ma non nella Nato) pur mantenendo un’alleanza con Mosca, fondata su un legame storico e culturale: con la Russia condivide origini slave e religione ortodossa.
Inoltre è molto sentita la vicinanza di Mosca sul fronte dell’indipendenza del Kosovo, mai accettata dalla Serbia, che dal canto suo ha respinto le sanzioni contro Mosca decise nel 2014 per l’annessione della Crimea.

Mosca e Belgrado hanno firmato accordi per 200 milioni di euro durante la visita di Putin, ma la cifra potrebbe triplicare, ha detto il leader serbo Vucic.
Siamo compiaciuti per lo sviluppo e la cooperazione in tutti i settori. Non abbiamo mai firmato un così alto numero di accordo come oggi. Abbiamo firmato contratti per circa 200 milioni di euro, ma se faremo tutto nel modo in cui abbaiamo cominciato oggi la cifra aumenterà fino a 600 milioni di euro”, ha spiegato.

La visita di Putin è stata accolta con tutti gli onori. Una nutrita folla in visibilio si è radunata per la parata nel centro della capitale serba fino alla Chiesa ortodossa di San Sava. Nei giorni scorsi sono state vendute magliette, tazze e libri con la faccia del leader del Cremlino e una fontana è stata illuminata con i colori della bandiera russa.

Ludovica Colli

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