Parigi, 6 gen – Atto VIII: l’ottavo sabato consecutivo di manifestazioni in Francia, il primo del nuovo anno. Una mobilitazione, quella dei Gilet Gialli, che non sembra calare di intensità. Anzi, si riempie ancora di nuovi contenuti. Denunciando ormai non più solo le politiche di Macron, ma assumendo sempre più le forme di un vero e proprio movimento anti-Ue.

L’ennesimo sabato di passione ha visto più 50mila persone scendere in piazza in tutto il Paese. Un calo sensibile rispetto ai quasi 300mila del primo giorno (era il 17 novembre), ma non per questo sembra scemare in intensità. Anzi, nonostante alcuni episodi di violenza i francesi continuano a simpatizzare per il movimento: gli ultimi sondaggi mostrano un apprezzamento di oltre un cittadino su due.

A Parigi erano in 4mila, radunati sotto l’arco di Trionfo. Proprio nella capitale si sono verificati gli scontri più importanti, con decine di arresti – se ne contano almeno 100 nel resto della Francia – e tafferugli in varie zone della città. Barricate, blocchi stradali e bandiere Ue date alle fiamme. Alcuni gilet gialli, armati di un escavatore, hanno assaltato il ministero dei Rapporti con il parlamento, dove ha sede l’ufficio del portavoce del governo Benjamin Griveaux, noto per essere uno dei più duri nei confronti del movimento. Momenti di tensione anche vicino all’Assemblea Nazionale, con la polizia costretta ad usare i lacrimogeni per disperdere i manifestanti.

Nicola Mattei

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