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Tripoli, 1° giu – Lui si chiama Abd al-Rahman al-Milad, maggiormente noto come Bija, e per l’Onu è diventato in Libia uno dei massimi trafficanti di essere umani. Ecco, quando si parla di «immigrazione» e «accoglienza», Bija è uno di quelli che veramente contano. Nel 2016-2017, Milad era stato il comandante della Milizia di Zawiya, formazione che collaborava regolarmente con i trafficanti, scortando i gommoni fino al luogo di incontro con le Ong. Tanto che il procuratore generale di Tripoli aveva contestato a Bija i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e contrabbando di carburanti, accuse che porteranno al suo arresto nell’ottobre del 2020. Poi però, dopo sei mesi di detenzione, è arrivata la controversa scarcerazione.



Il matrimonio di re Bija

Ringalluzzito dal ritorno all’agognata libertà, Bija – che ha solo 32 anni – ha quindi deciso di sposarsi. Come luogo delle nozze è stata scelta una lussuosissima villa che si trova nei pressi del porto di Zawiya, nella Tripolitania occidentale, non molto distante dal confine con la Tunisia. Per l’occasione, il famigerato trafficante ha sfoggiato tutto il suo sfarzo: «Fuori guardie armate. All’interno piattoni di cuscus all’agnello, involtini di foglie di vite, la tradizionale «sciorba» (il brodo di carne e prezzemolo), dolci a base di miele ispirati dall’antica cucina turca: le fotografie postate sui social mostrano centinaia di ospiti venuti da tutto il Paese seduti ai tavoli imbanditi sotto tendoni bianchi immacolati», è la descrizione che ne ha fatto il Corriere della Sera.

L’immigrazione rende (pure troppo)

Tra i tanti oggetti di lusso presenti, spicca in particolare una Bmw Spider su cui era appoggiata una corona. Ed è proprio così che si deve sentire Bija, l’ex miliziano che volle farsi re. E pare esserci pure riuscito. È comunque sintomatico che il boss libico abbia scelto proprio la tratta di essere umani per fare carriera: del resto, con tutti i fan dell’«accoglienza» che vorrebbero riempire l’Europa di africani, quale miglior business può esserci se non il traffico di immigrati?

Vittoria Fiore  

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1 commento

  1. Il faro dell’intellighentjia de sinistra(?) , il nume tutelare del barconismo transanazionale, il deus ex bacornis e braccio armato dell’invasione serializzata voluta dalla propaganda barconara cripto talebana itaglioide , direttamente dagli st4udi della SETTA7 , rai3, d’amico, canale 8, canal 9 etc etc

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