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Princeton, 1 giu — Tutte le volte che Zerocalcare dice «La cancel culture non esiste», nel mondo accade qualche fatto che lo smentisce clamorosamente: è il caso dell’Università di Princeton, dove il rettore ha deciso di rimuovere il greco e il latino dai corsi di specializzazione in materie classiche «per combattere il razzismo istituzionale». Ma sì — la cancel culture è solo una nostra ossessione.

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Princeton abolisce latino e greco

Secondo quanto riportato dal Princeton Alumni Weekly, i membri della facoltà hanno approvato le modifiche al dipartimento degli studi classici, inclusa l’eliminazione del requisito che richiedeva una conoscenza intermedia del greco o del latino per iniziare i corsi base. A infiocchettare, si fa per dire, l’iniziativa, una dichiarazione sulla diversità e l’equità, comparsa sul sito della Facoltà in cui si afferma che «la storia del nostro dipartimento testimonia il ruolo dei classici nel lungo corso del razzismo sistemico». Prosegue quindi: «Il nostro dipartimento ha sede in un edificio intitolato a Moses Taylor Pyne, il benefattore dell’Università la cui fortuna economica era dovuta allo sfruttamento dei lavoratori schiavizzati nelle piantagioni di zucchero cubane».

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Lingue antiche e piantagioni 

Viene da chiedersi, che c’entrano il greco e il latino con le piantagioni di canna da zucchero? Ecco l’illuminante risposta: «Grazie a tale fortuna economica è stato possibile acquisire delle iscrizioni romane, ora di proprietà del dipartimento e che sono attualmente installate al terzo piano della Biblioteca Firestone. A pochi metri dai nostri uffici e di fronte a Firestone c’è una statua di John Witherspoon, il sesto presidente dell’università proprietario di schiavi e un risoluto anti-abolizionista, appoggiato a una pila di libri, uno dei quali porta il nome Cicerone».

Il messaggio termina con l’immancabile supporto al Blm: «Condanniamo e respingiamo con la massima fermezza il razzismo che ha reso il nostro dipartimento e il nostro campo inospitali per gli studiosi di colore neri e non, e affermiamo che Black Lives Matter», si legge nella dichiarazione. Tuttavia, Princeton precisa che gli studenti sono ancora incoraggiati a studiare il greco o il latino «se è rilevante per i loro interessi».

Cristina Gauri

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5 Commenti

  1. Si cancellino pure loro dal web , sono ormai non piu inconsapevoli ma atutti gli effetti dei Talibans , degli estremisti wahabiti che con attititudine nazisotide proseguono nella loro hate Volks march!
    Sieg Heil main black orango mattesr?

    • L’ importante è che il talebano abbia la forza di stare a casa sua e non diventare un nazi giustamente incazzato. Altrimenti le differenze vengono uccise, non servono, con conseguenze sconosciute e a mio modesto avviso, assai pericolose.

  2. Questa scimmia non sa che il greco come il latino non possono essere aboliti per il motivo che tutte le altre lingue provengono da li e che ogni giorno lo parlano anche senza sapere da dove provengono le parole che dicono!!!!
    SOLO UNA SCIMMIA PUÒ FARE UNA COSA DEL GENERE!!!!

  3. più suprematista di Inglese ed Olandese …….. che butterei da subito alle ortiche !

    Nel mio lavoro ero bravo perchè avevo studiato Latino …… e … forse …. avrei dovuto studiare anche il Greco per essere il MIGLIORE …..

    Senza conoscere il Latino ….. NON capirai mai la MATEMATICA ……

    e…. ma A NOI dei NEGRI … CHE CAZZO CE NE FREGA ??????
    e se gli americanelli , come la scimmietta nella foto , rimangono IGNORANTI ….. ma BENE !!!!!

    SAPERE è POTERE ! Per andare sulla luna gli ASINI americani ricorsero ad ex ufficiali delle SS ….. poi si narra di aiutini dagli extraterrestri …. chissà se gli alieni conoscono Greco e Latino ……. mi sa anche l’ Egizio !

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