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Londra, 3 apr – La Brexit è alle porte e la premier britannica Theresa May tenta il tutto per tutto: apre al leader dell’opposizione, il laburista Jeremy Corbyn, e chiede aiuto per sbloccare l’impasse ed evitare così lo scenario catastrofico di un’uscita del Regno Unito dall’Unione europea senza un accordo. Dopo oltre sette ore di riunione con i suoi ministri, la leader Tory ha sottolineato che la soluzione migliore è “uscire con un accordo”. Quindi ha chiesto un’ulteriore proroga dell’articolo 50, sottolineando che si tratta di un dibattito che “non può durare ancora a lungo”. La May si è detta certa del fatto che il no deal, ossia l’uscita dalla Ue senza accordo, potrà essere trasformato a lungo termine, “in un successo”. Tuttavia, ha ripetuto, “uscire con un accordo è la soluzione migliore”.

Lunedì Westminster ha bocciato ogni alternativa al suo piano. Tanto che il referente sulla Brexit del Parlamento europeo, Guy Verhofstadt, ha evocato lo spettro della cosiddetta Hard Brexit, un’uscita “dura” della Gran Bretagna. Ora la May cerca il dialogo con i laburisti per definire una strategia condivisa per arrivare alla Brexit evitando il no deal. Obiettivo: un piano di uscita dalle Ue che possa essere approvato dal Parlamento inglese. May ha inoltre ricordato che “ogni piano dovrebbe essere in linea con l’attuale accordo per l’uscita” che “è già stato negoziato con gli altri 27 membri dell’Unione Europea”.

Corbyn: “Incontreremo il primo ministro”

Dal canto suo, il leader del Partito Laburista britannico ha dichiarato di essere pronto ad incontrare la premier per discutere su come superare l’attuale situazione di stallo. “Incontreremo il primo ministro. Riconosciamo che lei ha fatto una mossa, io riconosco la mia responsabilità di rappresentare le persone che hanno sostenuto i laburisti nelle ultime elezioni e le persone che non hanno sostenuto i laburisti ma vogliono comunque certezza e sicurezza per il loro futuro; questa è la base su cui la incontreremo e avremo quelle discussioni”, ha detto Corbyn.

E la Ue resta in attesa (ancora per un po’)

Tuttavia Bruxelles è stata chiara. L’accordo non può essere rinegoziato. “Ciò su cui dobbiamo concentrarci è la nostra futura relazione con la Ue – ha osservato la premier britannica -. L’esito ideale di questo processo sarebbe quello di concordare un approccio su una relazione futura che si basi sul risultato del referendum”. In questo caso l’obiettivo del primo ministro e del leader dell’opposizione sarebbe quello di presentare l’intesa alla Camera per l’approvazione e sottoporla al Consiglio europeo già a partire dalla settimana prossima. Sì, perché il tempo stringe e bisogna trovare una soluzione prima del 22 maggio, “in modo che il Regno Unito non abbia bisogno di prendere parte alle elezioni del Parlamento europeo”, ha spiegato la May. Intanto da Bruxelles, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha sottolineato che “anche se non sappiamo quale sarà il risultato finale, cerchiamo di essere pazienti”.

Adolfo Spezzaferro

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