Roma, 12 feb – Continuano a tenere a banco le tensioni tra Russia e Stati Uniti in Ucraina. C’è chi parla di terza guerra mondiale e chi scommette su una riappacificazione. A preoccupare, inoltre, sono le forniture di gas che da Mosca arrivano all’Europa (e all’Italia). A illustrare i possibili effetti di questa crisi internazionale, ci ha provato Lucio Caracciolo, direttore della nota rivista di geopolitica Limes. Ospite durante l’ultima puntata di Otto e mezzo, Caracciolo ha confermato che ci troviamo di fronte a una situazione potenzialmente esplosiva: «Siamo in una fase estremamente critica, molto più grave della Guerra fredda».

Che sta succedendo in Ucraina?

La crisi in Ucraina, quindi, non sarebbe una normale scaramuccia tra Mosca e Washington, spiega Caracciolo, «perché Russia e Usa non riescono a parlarsi davvero, non si capiscono. Questo è un rischio superiore a qualsiasi intenzione bellica o non bellica». Quando non ci si capisce, infatti, basta una scintilla per far scoppiare l’incendio. Ma siamo davvero sull’orlo di una terza guerra mondiale? «Non credo che vogliano scatenarla», rassicura il direttore di Limes, «ma in questa fase la guerra di propaganda diventa fondamentale».

Le forniture di gas e le sanzioni

Se un conflitto su larga scala non sembra al momento probabile, «una minaccia reale sono le sanzioni e le controsanzioni russe, che sarebbero anche contro di noi», avverte Caracciolo. Che prosegue: «Per restare al gas, visto che il 40% del gas che consumiamo viene dalla Russia (il 21% viene dall’Algeria), stiamo parlando di qualcosa di rilevante». Tuttavia, anche all’apice della crisi in Ucraina, la Russia «non bloccherà le forniture di gas all’Europa, perché c’è un’interdipendenza strutturale tra venditore e consumatore», spiega il direttore di Limes. Mosca, in effetti, «guadagna parecchi soldi da questo mercato e non ha nessuna intenzione di perdere questa fetta di mercato europeo». Di conseguenza, «non dovremmo soffrire particolarmente, a meno che non ci sia davvero una guerra mondiale».

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Vittoria Fiore

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1 commento

  1. Sono mesi che i russi chiedono assicurazioni scritte che la nato non si espanderà nei paesi dell’ est europa ex sovietici ed in particolare che non metterà missili ai confini russi, come gli americani gli avevano promesso ma solo verbalmente alla caduta del muro di Berlino.La Nato non ha dato garanzie ma fà finta di trattare e nel contempo sembra che Biden cerchi la guerra.Gli serve per riprendersi dai sondaggi in cui vi è stato un crollo senza precedenti per qualsiasi presidente USA .Serve anche all’ industria delle armi e ai banchieri oligarchici,anche per provare a prendersi le risorse russe.Come è noto nelle guerre i banchieri e le loro industrie fanno profitti favolosi, del 100% e piu’.
    Ovviamente vuole fare la guerra ai confini russi mettendo gli ucraini come carne da cannone e il vecchietto è convinto che il conflitto non toccherà gli USA.Stà giocando con il fuoco.
    Ecco cosa succede quando le elezioni sono con macchine elettroniche che sembra abbiano falsato i risultati.Di sicuro è stato permesso in alcuni stati di votare senza fornire l’identità!!Pensate che Biden ha preso molti piu’ voti di Barack Obama e Hillary Clinton quando erano candidati Presidente e piu’ voti di qualsiasi presidente americano.Cosa del tutto non credibile

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