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Roma, 19 apr – Non solo Defender Europe ed esercitazioni varie in Europa, i militari degli Stati Uniti sono impegnati in varie missioni un po’ ovunque. Nel Pacifico ad esempio, dove il coinvolgimento Usa è stato più volte messo in discussione anche da Trump e da anni si parla di un progressivo disimpegno americano. Nel frattempo però il coronavirus ha colpito ben 669 marinai della portaerei Theodore Roosevelt. Un bilancio decisamente impressionante, con il numero dei contagiati cresciuto di giorno in giorno. Lunedì erano stati registrati 585 marinai positivi sui circa 5mila a bordo, ieri ne sono stati confermati un centinaio in più.



A renderlo noto è stata la Marina militare degli Stati Uniti che adesso però è travolta dalle polemiche in patria. Il capitano della portaerei, Brett Croizier, è stato infatti rimosso dopo essersi rivolto con una lettera ai media. Nella missiva sollecitava azioni concrete da parte del Pentagono contro la diffusione del coronavirus sulla nave e spiegava che a suo avviso era impossibile contenere la diffusione del contagio a causa degli spazi eccessivamente angusti. Una richiesta pubblicata dal San Francisco Chronicle che ha immediatamente scatenato la dura reazione dell’opinione pubblica californiana ma che soprattutto non è affatto piaciuta ai vertici militari Usa.

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Bufera negli Usa

Stando a quanto riportato dalla Nbc, non tutti i marinai sarebbero stati sottoposti a tamponi e la Marina ha dichiarato di aver sottoposto ai test il 94% dei marinai. Otto marinai sono in cura presso l’ospedale navale americano di Guam, dove la portaerei è attraccata e, stando sempre a quanto affermato dalla Marina, soltanto uno si trova in terapia intensiva. E’ stato però confermato anche un morto: si tratta del sottufficiale Charles Robert Thacker Jr., 41enne di Fort Smith, Arkansas, deceduto lunedì nell’ospedale di Guam.

Oltretutto le polemiche sui mancati interventi del Pentagono non si sono arrestate. Dopo la destituzione del capitano Crozier e la solidarietà nei suoi confronti espressa dai marinai della portaerei, sono arrivate anche le dimissioni del segretario alla Marina militare Thomas Modly. Quest’ultimo aveva bollato Crozier come “troppo ingenuo o troppo stupido per essere un ufficiale comandante di una nave”. Abbiamo come la sensazione che il concetto di stupidità vada un attimo rivisto tra i vertici militare americani. E’ pur vero che Guam è un’isola quasi “stregata”, dove a volte accadono episodi strani.

L’altro Hironoda

Guam è un isola dell’oceano Pacifico occidentale, al largo del Giappone, considerata dal 1950 un territorio non incorporato degli Stati Uniti ma i cui abitanti hanno garantita la cittadinanza americana. Nel 1972 nell’isola fu ritrovato un soldato giapponese, Shoichi Yokoi. Una sorta di Hironoda misconosciuto: si era nascosto in una grotta nella giungla per 28 anni, del tutto ignaro della fine della guerra mondiale. Quando fu riportato in patria, all’arrivo pronunciò soltanto queste parole: “Ho vergogna di essere tornato vivo”. Poi, durante una visita al Palazzo Imperiale di Tokyo, spiegò meglio il concetto: “Sua Maestà, sono ritornato… Sono profondamente dispiaciuto di non aver potuto servirla bene. Il mondo è sicuramente cambiato, ma la mia determinazione nel servirla non cambierà mai“.

Eugenio Palazzini

 

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