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Roma, 12 feb – Alla Ilyina è una cittadina russa di 32 anni ed è scappata a gambe levate dalla clinica Botkinskaya di San Pietroburgo dove era stata posta in quarantena. Dopo un viaggio nella provincia cinese di Hainan, la 32enne si era infatti presentata in ospedale lamentando un forte mal di gola. Per sicurezza i medici hanno deciso di ricoverarla e nonostante fosse risultata negativa ai test del coronavirus, l’hanno trattenuta (come da prassi) in osservazione per due settimane.

Coronavirus, fuga dall’ospedale

Peccato che Ilyina abbia deciso di fuggire dalla clinica dopo appena due giorni “di isolamento”, scassinando la serratura magnetica. “Era una gabbia, non capisco perché avrei dovuto rimanere”, ha dichiarato la donna al Moscow Times. “Prima ho disegnato una mappa e fatto un piano dettagliato. Quando è calata la sera e il personale medico ha abbassato la guardia, ho provocato un cortocircuito alla serratura magnetica della mia stanza di contenimento e ho aperto la porta. Ho studiato fisica, e questo mi ha aiutato”, ha detto Ilyina. “La nostra Costituzione garantisce la libertà. Non capisco perché dovevo stare in una gabbia d’ospedale “, ha aggiunto.

Le polemiche in Russia

La Russia sta adottando metodi molto rigidi per coloro che rientrano da viaggi in Cina e le polemiche non mancano. “Se non ci sono più sintomi, se tutti i test risultano negativi, i medici non hanno il diritto di mantenere un paziente in quarantena, cosa da considerarsi detenzione involontaria e abuso d’ufficio”, ha affermato Svetlana Savinova, presidente della associazione di avvocati Axiom. Di tutt’altro avviso lo specialista in malattie infettive Vladislav Zhemchugov: “La sua fuga (di Alla Ilyina, ndr) è scioccante. Si tratta di un atto impulsivo mal concepito che potrebbe avere gravi conseguenze ”, ha dichiarato il medico al Moscow Times.

Eugenio Palazzini

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