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Roma, 23 giu – Tre “nazionalisti clandestini” corsi, presentatisi come rappresentanti di “decine di persone” hanno rivendicato una serie di atti violenti compiuti sull’isola nell’ultimo anno. Il tutto in una “conferenza stampa clandestina” con alcuni giornalisti di Corse-Matin. I tre si sono definiti come appartenenti a “un insieme di militanti nazionalisti clandestini, non affiliato ad alcun movimento politico”. Hanno anche rivendicato una decina di attentati esplosivi contro le banche perpetrati a partire dal 2016. Se sono usciti allo scoperto, hanno precisato, è solo per non passare per semplici teppisti. “Il nostro è un messaggio politico”, hanno chiarito.



Per poi spiegare che “le retate e gli arresti di numerosi giovani, senza certezze sulla data del processo, hanno alimentato il sentimento di una ingiustizia estrema subita dal popolo corso”. E al nuovo presidente mandano a dire: “Se Macron utilizza gli stessi mezzi repressivi di Hollande, noi reagiremo”. I militanti nazionalisti hanno comunque precisato di non voler attaccare le istituzioni locali, ma di compiere semplicemente un’opera di supporto nei confronti della maggioranza nazionalista. Hanno anche precisato che, “in questo contesto, la creazione di un movimento clandestino chiaramente identificato non sembra per il momento necessaria”. Per il momento si limitano a reclamare “la libertà per tutti i giovani imprigionati”.

Giuliano Lebelli

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