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Che cos'è l'IsisRoma, 20 feb – Di Isis si parla molto in questo periodo, ma non sempre si hanno le idee chiare su questo complesso fenomeno. Ecco un riassunto di tutto quello che sappiamo per certo sullo Stato islamico.

COME SI CHIAMA DAVVERO – Lo Stato islamico è conosciuto con vari nomi. Per esempio Daesh, che non è altro che l’acronimo arabo di al-Dawla al-Islāmiyya fi ‘Irāq wa l-Shām (“Stato Islamico dell’Iraq e del Levante”, o “della Grande Siria”). Come spesso accade in arabo, tuttavia, cambiando un tono o un accento può cambiare radicalmente il senso della frase. Daesh, se letto in una certa maniera, può ricordare il verbo “infilare sotto i piedi, calpestare, schiacciare”, motivo per cui questa formula è molto usata dagli avversari dello Stato islamico (che reagisce punendo con la fustigazione coloro che lo usano). Da noi, tuttavia, si sono imposti gli acronimi basati sulla traduzione inglese della stessa espressione. Il 14 maggio 2014, per esempio, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha annunciato la sua decisione di usare Islamic State of Iraq and the Levant (Isil) come nome principale del gruppo. Da noi va invece per la maggiore Isis, che sta per “Islamic State in Iraq e Syria”. Molto spesso si usa direttamente Is, cioé “Islamic State”, che corrispondono alle denominazioni arabe al-Dawla (Lo Stato) e o al-Dawla al-Islāmiyya (Lo Stato Islamico). Superata dagli eventi è invece la denominazione di Isi, Islamic State of Iraq o Dawlat al-’Irāq al-Islāmiyya (Stato Islamico dell’Iraq). Mentre in Egitto si usa Qsis che sta per “Al-Qaida Separatists In Iraq and Syria”, “Separatisti di al-Qaeda in Iraq e Siria”, in riferimento alla matrice qaedista poi rinnegata del movimento.

COME NASCE – Fondato da Abu Musab al Zarqawi, il movimento inizia ad operare con una serie di attentati nel 2003, dopo l’invasione americana dell’Iraq. Un anno dopo viene sancita l’affiliazione ad al Qaeda, tanto che il gruppo prende il nome di Aqi, al Qaeda in Iraq. Dopo l’uccisione di al Zarqawi nel 2006 dai bombardamenti americani la leadership passa nelle mani di Abu Omar al Baghdadi e – dopo la sua morte, nel 2010 – da Abu Bakr al Baghdadi. Nel 2013, dopo un periodo di appannamento, il gruppo rinasce come Isis, vedendo nella guerra siriana la possibilità di espandersi appunto nel Levante e rifondare il Califfato. Nel febbraio del 2014 si consuma la rottura con Al Qaeda quando al Baghdadi disobbedisce ad al Zawahiri sull’opportunità di lasciare la Siria ad al Nusra. Fu la prima volta che un leader di un gruppo affiliato ad al Qaeda disubbidiva pubblicamente

CHI È AL BAGHDADI – Awwad Ibrahim Ali al-Badri al-Samarrai, oggi conosciuto come Abu Bakr al Baghdadi, sarebbe nato nel 1971 nella città irachena di Samarra. Di lui sappiamo poco o nulla. Sembra che abbia conseguito un PhD in Studi islamici nell’Università di Scienze Islamiche nel sobborgo di Baghdad di Adhamiya. Nel febbraio 2004 fu catturato dalle forze americane a Falluja e poi trasferito nella prigione di Camp Bucca. Vi rimase fino al 2009, quando fu rimesso in libertà grazie all’indicazione di una commissione, definita Combined Review and Release Board, che ne raccomandò il “rilascio incondizionato”. La liberazione suscitò lo stupore del colonnello Kenneth King, tra gli ufficiali di comando a Camp Bucca nel periodo di detenzione di al-Baghdadi.

CHE TIPO DI ARMAMENTO HA – Lo Stato islamico si arma nei modi più svariati: assaltando arsenali, facendo razzia sui campi di battaglia nei confronti dei vinti, acquistando pezzi da intermediari e mercanti vari. È impossibile sapere di preciso di quali dotazioni sia provvisto attualmente lo Stato islamico. Uno studio condotto dal Conflict Armament Research Group di Londra su 1700 bossoli e proiettili e su armamento leggero raccolto sul campo dai peshmerga curdi ha evidenziato che 492 sono di fabbricazione russa (probabilmente presi dagli arsenali di Assad caduti in mano ai ribelli siriani), 445 sono cinesi, 323 vengono dagli Stati Uniti, 26 sono iraniani e 18 siriani. Quando l’Isis ha preso Mosul, a titolo d’esempio, si è impadronita delle attrezzature di circa tre divisioni e probabilmente di almeno tre depositi in quella zona. Il che significa davvero tanta roba. Ecco un elenco di massima: 30 carri armati T-55 di fabbricazione sovietica, tra i 5 e i 10 carri armati sovietici di seconda generazione T-72, più un numero imprecisato di Humvee americani (veicoli all terrain pesantemente corazzati), AK-47, lanciarazzi M79 Osa, lanciagranate RBG-6, armi anticarro RPG-7, obici M198, cannoni modello 59-1, cannoni antiaereo ZU-23-2, lanciamissili manuale FIM-92 Stinger, missili anticarro HJ-8, mitragliatrici pesanti DShK 1938.

COME SI FINANZIA – Secondo fonti anonime dell’intelligence degli Stati Uniti, l’Isis guadagnerebbe più di 3 milioni di dollari al giorno. Inizialmente sembra che i proventi derivassero soprattutto da donazioni dei ricchi emirati feudali del Golfo, che tuttavia ultimamente si sarebbero tirati indietro. Sul territorio, lo Stato islamico organizza una sorta di riscossione delle tasse. Inoltre l’Isis lucrerebbe sul traffico di esseri umani, sul contrabbando e addirittura c’è chi parla di traffico d’organi e pornografia. Ma è soprattutto il pertrolio la loro fonte economica privilegiata. L’Isis controllerebbe 11 pozzi petroliferi sui territori di Iraq e Siria e l’oro nero sarebbe venduto attraverso vecchie reti commerciali. In Siria, per un certo periodo, rivendette l’energia elettrica allo Stato dopo aver sequestrato una centrale. Dalla sola area di Mosul, e in particolare dal controllo della più grande diga irachena, l’Isis starebbe ricavando 8 milioni di dollari al mese.

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  1. […] Di Isis si parla molto in questo periodo, ma non sempre si hanno le idee chiare su questo complesso fenomeno. Ecco un riassunto di tutto quello che sappiamo per certo sullo Stato islamico.COME SI CHIAMA DAVVERO – Lo Stato islamico è conosciuto con vari nomi. Per esempio Daesh, che non è altro che l’acronimo arabo di al-Dawla al-Islāmiyya fi ‘Irāq wa l-Shām (“Stato Islamico dell’Iraq e del Levante”, o “della Grande Siria”). Come spesso accade in arabo, tuttavia, cambiando un tono o un accento può cambiare radicalmente il senso della frase. Daesh, se letto in una certa maniera, può ricordare il verbo “infilare sotto i piedi, calpestare, schiacciare”, motivo per cui questa formula è molto usata dagli avversari dello Stato islamico (che reagisce punendo con la fustigazione coloro che lo usano). Da noi, tuttavia, si sono imposti gli acronimi basati sulla traduzione inglese della stessa espressione. Il 14 maggio 2014, per esempio, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha annunciato la sua decisione di usare Islamic State of Iraq and the Levant (Isil)come nome principale del gruppo. Da noi va invece per la maggiore Isis, che sta per“Islamic State in Iraq e Syria”. Molto spesso si usa direttamente Is, cioé “Islamic State”, che corrispondono alle denominazioni arabe al-Dawla (Lo Stato) e o al-Dawla al-Islāmiyya (Lo Stato Islamico). Superata dagli eventi è invece la denominazione di Isi, Islamic State of Iraq o Dawlat al-’Irāq al-Islāmiyya (Stato Islamico dell’Iraq). Mentre in Egitto si usa Qsis che sta per “Al-Qaida Separatists In Iraq and Syria”, “Separatisti di al-Qaeda in Iraq e Siria”, in riferimento alla matrice qaedista poi rinnegata del movimento.COME NASCE – Fondato da Abu Musab al Zarqawi, il movimento inizia ad operare con una serie di attentati nel 2003, dopo l’invasione americana dell’Iraq. Un anno dopo viene sancita l’affiliazione ad al Qaeda, tanto che il gruppo prende il nome di Aqi, al Qaeda in Iraq. Dopo l’uccisione di al Zarqawi nel 2006 dai bombardamenti americani la leadership passa nelle mani di Abu Omar al Baghdadi e – dopo la sua morte, nel 2010 – da Abu Bakr al Baghdadi. Nel 2013, dopo un periodo di appannamento, il gruppo rinasce come Isis, vedendo nella guerra siriana la possibilità di espandersi appunto nel Levante e rifondare il Califfato. Nel febbraio del 2014 si consuma la rottura con Al Qaeda quando al Baghdadi disobbedisce ad al Zawahiri sull’opportunità di lasciare la Siria ad al Nusra. Fu la prima volta che un leader di un gruppo affiliato ad al Qaeda disubbidiva pubblicamenteCHI È AL BAGHDADI – Awwad Ibrahim Ali al-Badri al-Samarrai, oggi conosciuto come Abu Bakr al Baghdadi, sarebbe nato nel 1971 nella città irachena di Samarra. Di lui sappiamo poco o nulla. Sembra che abbia conseguito un PhD in Studi islamici nell’Università di Scienze Islamiche nel sobborgo di Baghdad di Adhamiya. Nel febbraio 2004 fu catturato dalle forze americane a Falluja e poi trasferito nella prigione di Camp Bucca. Vi rimase fino al 2009, quando fu rimesso in libertà grazie all’indicazione di una commissione, definita Combined Review and Release Board, che ne raccomandò il“rilascio incondizionato”. La liberazione suscitò lo stupore del colonnello Kenneth King, tra gli ufficiali di comando a Camp Bucca nel periodo di detenzione di al-Baghdadi.CHE TIPO DI ARMAMENTO HA – Lo Stato islamico si arma nei modi più svariati: assaltando arsenali, facendo razzia sui campi di battaglia nei confronti dei vinti, acquistando pezzi da intermediari e mercanti vari. È impossibile sapere di preciso di quali dotazioni sia provvisto attualmente lo Stato islamico. Uno studio condotto dal Conflict Armament Research Group di Londra su 1700 bossoli e proiettili e su armamento leggero raccolto sul campo dai peshmerga curdi ha evidenziato che 492 sono di fabbricazione russa (probabilmente presi dagli arsenali di Assad caduti in mano ai ribelli siriani), 445 sono cinesi, 323 vengono dagli Stati Uniti, 26 sono iraniani e 18 siriani. Quando l’Isis ha preso Mosul, a titolo d’esempio, si è impadronita delle attrezzature di circa tre divisioni e probabilmente di almeno tre depositi in quella zona. Il che significa davvero tanta roba. Ecco un elenco di massima: 30 carri armati T-55 di fabbricazione sovietica, tra i 5 e i 10 carri armati sovietici di seconda generazione T-72, più un numero imprecisato di Humvee americani (veicoli all terrain pesantemente corazzati), AK-47, lanciarazzi M79 Osa, lanciagranate RBG-6, armi anticarro RPG-7, obici M198, cannoni modello 59-1, cannoni antiaereo ZU-23-2, lanciamissili manuale FIM-92 Stinger, missili anticarro HJ-8, mitragliatrici pesanti DShK 1938.COME SI FINANZIA – Secondo fonti anonime dell’intelligence degli Stati Uniti, l’Isis guadagnerebbe più di 3 milioni di dollari al giorno. Inizialmente sembra che i proventi derivassero soprattutto da donazioni dei ricchi emirati feudali del Golfo, che tuttavia ultimamente si sarebbero tirati indietro. Sul territorio, lo Stato islamico organizza una sorta di riscossione delle tasse. Inoltre l’Isis lucrerebbe sul traffico di esseri umani, sul contrabbando e addirittura c’è chi parla di traffico d’organi e pornografia. Ma è soprattutto il pertrolio la loro fonte economica privilegiata. L’Isis controllerebbe 11 pozzi petroliferi sui territori di Iraq e Siria e l’oro nero sarebbe venduto attraverso vecchie reti commerciali. In Siria, per un certo periodo, rivendette l’energia elettrica allo Stato dopo aver sequestrato una centrale. Dalla sola area di Mosul, e in particolare dal controllo della più grande diga irachena, l’Isis starebbe ricavando 8 milioni di dollari al mese.Fonte:https://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/cos-e-l-isis-come-nasce-come-si-finanzia-17434/ […]

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