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Alberto FacciniRoma, 20 feb – Le esternazioni di Arrigo Sacchi? “Sono pienamente d’accordo con lui”. La guerriglia scatenata dai tifosi del Feyenoord? “Un altro schiaffo alla città, è incredibile che ci siamo fatti trovare impreparati”. Parola di Paolo Alberto Faccini, procuratore sportivo ed ex calciatore della Roma.

Qualche giorno fa Arrigo Sacchi ha detto che l’Italia calcistica sta perdendo l’identità a causa dei tanti stranieri che militano nei nostri campionati. Qual è stata la sua reazione?

Mi sono trovato pienamente d’accordo con Sacchi in quanto, ad oggi, il 53% dei calciatori che giocano in Italia sono stranieri e la situazione nelle giovanili non è diversa. Ormai nelle formazioni primavera di prima fascia si trovano 4-5 italiani ed è il momento di dire basta.

Ovviamente non sono mancate le polemiche. Al netto delle lamentose frasi fatte, le parole di Sacchi costituiscono comunque un messaggio di allarme?

Sicuramente. Le reazioni di quelli che hanno subito puntato il dito non conoscendo minimamente Sacchi e la politica che ha portato avanti le trovo assurde. Anzi sono convinto che il 90% degli italiani abbia capito benissimo qual era il messaggio di Sacchi allenatore. Purtroppo basta usare dei termini che non vengono accettati da questo sistema schizofrenico che si viene subito accusati di razzismo. Tanti sono andati oltre le righe. L’intento era quello di mandare un segnale chiaro al movimento calcistico italiano ed in particolare al settore giovanile.

Come se non bastasse nell’occhio del ciclone mediatico è finito anche Carlo Ancelotti per aver espresso vicinanza all’ex CT dicendo “molti nemici, molto onore”.

Considero misere le persone che si stanno attaccando ad una battuta per screditare Carlo. Nelle sue parole vedo soltanto l’amarezza per il trattamento riservato a Sacchi e la voglia di stare vicino al suo maestro di cui evidentemente conosce la serietà e coerenza.

Come si pone la sua esperienza rispetto alla riflessione di Sacchi?

Io sono andato via da casa a 14 anni e ho avuto la possibilità di crescere nel settore giovanile della Roma. La mia fortuna è stata quella di trovare istruttori competenti e soprattutto meno concorrenza. Oggi un ragazzo italiano che vuole affrontare questa grande sfida si trova a dover competere con ragazzi stranieri che le società portano magari imbeccate da certi dirigenti. Questo è indubbiamente un ulteriore ostacolo che incontrano i nostri giovani.

Soluzioni?

Basta tornare indietro di qualche anno, ad esempio quando Bruno Conti gestiva tutto il settore giovanile della Roma, per scoprire che quelle squadre primavera hanno avuto grandi successi. Molti di quei giocatori stanno avendo una buona carriera. Certo, Roma è un grande bacino ma avere una programmazione dimostra che i risultati arrivano. Senza dubbio gli stessi ragazzi italiani devono pensare che andare al campo di allenamento comporta grande sacrificio ma per arrivare alla meta ci deve essere una struttura solida che insegni la cultura del lavoro e dei comportamenti. Anche in questo leggo chiari riferimenti nelle parole di Sacchi.

Un commento sui fatti di ieri che hanno visto i tifosi del Feyenoord scatenati a Roma?

È incredibile che ci siamo fatti trovare impreparati di fronte a un pericolo ampiamente previsto e prevedibile. Un altro schiaffo alla città di Roma.

Alberto Maglio

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