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Berlino, 30 dic – Quando accogli indiscriminatamente più di un milione di presunti profughi, non puoi farti grandi illusioni: stai creando una polveriera che rischia di esplodere da un momento all’altro. È questo il caso della Germania che, su espresso desiderio della Merkel, ha letteralmente spalancato le porte della Repubblica federale. E ora questa immigrazione di massa sta portando il conto. Un conto quanto mai salato che è stato presentato da numerosi sindaci e consiglieri regionali, i quali sono costretti obtorto collo a confrontarsi quotidianamente con gli spiacevoli “effetti collaterali” della politica delle porte aperte.

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Anche al netto, ad esempio, della tragica notte di San Silvestro del 2015 – che vide a Colonia un’inaudita mole di violenze sessuali perpetrate da “richiedenti asilo” ai danni di donne autoctone – oppure dell’attentato terroristico al mercatino natalizio di Berlino, non si tiene ormai più il conto di episodi di microcriminalità (soprattutto spaccio di droga e furti) e disordini nei centri di accoglienza o dintorni.

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Malgrado una propaganda immigrazionista martellante e onnipervasiva, già da qualche tempo hanno iniziato ad alzarsi alcune voci contro i progetti etnocidi della cancelliera. Prima di Natale era stata la volta dell’insigne giurista Reinhard Merkel (nessuna parentela con Angela) che, in maniera sorprendente, ha pubblicato sulle colonne della filogovernativa Frankfurter Allgemeine Zeitung una disamina asciutta, rigorosa e tagliente dell’insostenibilità dell’accoglienza indiscriminata. Qualche giorno fa, inoltre, un piccolo resoconto di questa situazione al collasso è stato fornito da Wolfgang Büscher, prestigiosa penna del Welt e autore di alcuni fortunati best-seller.

Se qualche intellettuale “irregolare” aveva già denunciato la condotta scriteriata della Merkel in tema di immigrazione, dal corsivo di Büscher emerge però un dato interessante: ora è arrivato il turno anche di esponenti delle amministrazioni locali, i quali hanno sfidato i santoni del politicamente corretto con il rischio (molto concreto) di incorrere in scomuniche pubbliche o in gogne mediatiche. Il primo ad abbandonarsi a un duro sfogo è stato il sindaco di Mannheim, poi è stata la volta di una consigliera regionale di Lörrach e, infine, del primo cittadino di Badenweiler.

La situazione, come detto, è diventata ingestibile. Così Büscher riassume il pensiero dei sindaci dissidenti: «Nei nostri comuni non ce la facciamo più, non riusciamo più a venire a capo dell’emergenza. E non riusciamo più a dare spiegazioni ai nostri cittadini». Questa è dunque la realtà con cui le Istituzioni locali devono fare i conti ogni santo giorno: spaccio di droga, furti, scippi, faide tra gruppi etnici e religiosi (in particolare tra africani e arabi), presenza spropositata di giovani maschi repressi e carichi di odio che non avrebbero alcun diritto all’asilo, ma che, aiutati dalle cooperative che vivono di immigrazione e dalla lentezza della giustizia, riescono a rimanere su territorio tedesco e a delinquere. Moltissimi cittadini sono furiosi, ma l’establishment mediatico fa orecchie da mercante e prosegue imperterrito a contrabbandare la narrazione rassicurante della società multirazziale. Quanto potrà ancora durare questa farsa?

Gabriele Costa

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4 Commenti

  1. Ma guarda un po’, veramente gli immigrati , spesso islamici, provocano casini e danni vari? In germania è in atto una copertura antidepressiva dei vandalismi,stupri e reati che tali delinquenti compiono quotidianamente ed anche nella ricca baviera la microcriminalità pare sia in crescita esponenziale…….brava merkel,goditeli tutti questi animali tribali….

  2. Durerà fin quando chi detiene il potere (finanza media multinazionali) reale in Europa non riuscirà a disintegrare totalmente le nazioni e le loro popolazioni.
    Le famiglie e i personaggi che vogliono questo ormai sono abbastanza noti … ma intoccabili da chicchessia.

  3. La cosa che mi lascia incredulo è la connivenza di grandissima parte dell’apparato mediatico. Davvero, i “semicolti” (cit.) indicatori di idee e costumi sociali, vogliono far divenire i loro figli succubi della sharia a prezzo di violenze sempre maggiori? Pazzesco.

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