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Roma, 30 dic – Le bombe uccidono. E chi l’avrebbe mai detto? Il New York Times ad esempio, dove devono essersi accorti di questo piccolo particolare solo di recente. O almeno, solo se riguarda ordigni costruiti in Italia.

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Non si spiegherebbe altrimenti l’indignazione per l’inchiesta – con tanto di filmato sulla produzione e commercializzazione di queste armi – pubblicata nei giorni scorsi dal quotidiano americano in merito alla “filiera” della Rwm, ramo italiano della tedesca Rheinmetall Defence, che assembla queste bombe a Domusnovas, nel sud della Sardegna.

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“Bombe italiane, morti yemeniti”: così titola l’inchiesta, come fosse l’Italia direttamente responsabile di ciò che sta avvenendo nel sudovest della penisola arabica. Un conflitto che l’Arabia Saudita conduce da tempo senza venirne a capo, in una prova generale di leadership regionale che a Riad sembra però star sfuggendo di mano. In ogni caso di guerra si tratta e, da che mondo è mondo, in guerra si usano le armi. Bombe incluse.

Sembra una banalità, ma dalle parti del New York Times devono essersi perso il passaggio. Ecco allora il video che mette in contrasto il dramma dello Yemen bombardato dai sauditi con il mare cristallino della Sardegna, come se l’Italia avesse responsabilità dirette per le morti di Sana’a e dintorni.

Peccato che la compravendita di armi non sia una qualsiasi attività commerciale come le altre: non basta un ordine di acquisto ed un bonifico per completare la transazione, ma ci sono rigidi accordi e protocolli da rispettare.

“L’Italia osserva in maniera scrupolosa il diritto – ha spiegato il ministero degli Esteri in una nota – in materia di esportazione di armamenti e si adegua sempre ed immediatamente a prescrizioni decise in ambito Onu o Ue”. E nei confronti dell’Arabia Saudita, giova ricordarlo, non vi è alcuna forma di embargo, sanzione o altra misura restrittiva né nazionale, né europea né internazionale. D’altronde parliamo dei principali alleati di Washington nella zona, gli stessi con i quali lo scorso maggio Trump ha siglato un accordo per la fornitura di armi da 110 miliardi di dollari. Una marea di denaro rispetto ai miseri 40 milioni di interscambio “militare” fra Italia e Arabia Saudita nel corso degli ultimi tre anni. Forse quelle americane sono armi innocue e non meriteranno una prima pagina del New York Times.

Nicola Mattei

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8 Commenti

  1. Benissimo, se hanno ucciso terroristi maomettani e non, allora sante bombe, per chi frignasse ricordo che nelle case e strutture bombardate ,come al solito, i bastardi si erano nascosti tenendo bambini e donne come scudi umani…..

  2. Inoltre chi ancora crede alle panzane comunistoidi del nyt deve farsi curare,come coloro che credono alle stronzate di sky tg 24….. ovvero disinformazione comunista in azione….

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