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New York, 7 set – È mai possibile istituire un nesso tra il coronavirus e il patriarcato? Da oggi, a quanto pare, è possibile. E a sanzionarlo non sono le femministe di «Non una di meno», ma addirittura l’Onu. «La pandemia causata dal Covid-19 sta dimostrando ciò che tutti sappiamo: millenni di patriarcato hanno portato a un mondo dominato dagli uomini con una cultura dominata dagli uomini che danneggia tutti: donne, uomini, ragazze e ragazzi», si legge infatti sul profilo Twitter ufficiale delle Nazioni Unite.

 

L’Onu sposa l’agenda femminista

Più nello specifico, il «cinguettio» dell’Onu è un passaggio di un discorso del suo segretario generale, il portoghese António Guterres. L’intervento, pronunciato lo scorso 31 agosto al Palazzo di Vetro, era prevalentemente incentrato sulla «discriminazione di genere», nonché improntato alla più rigorosa agenda femminista. Secondo Guterres, infatti, il Covid-19 starebbe aumentando «le disuguaglianze esistenti», tra cui, appunto, la «disuguaglianza di genere». Ricordando il contributo (innegabile) che molte donne – «operatrici sanitarie, insegnanti, personale essenziale e assistenti nelle loro famiglie e comunità» – hanno dato nella lotta al coronavirus, Guterres ha poi affermato che i loro salari «non riflettono i ruoli salvavita che occupano». È la teoria del cosiddetto gender pay gap, ossia la «disparità salariale di genere», secondo la quale le donne sarebbero meno pagate degli uomini. Si tratta di una teoria tuttora controversa, di cui il Primato Nazionale si è peraltro occupato nel numero di marzo del proprio mensile.

Mascherine sessiste

Detto questo, però, ancora non è chiaro che cosa c’entri il patriarcato con il Covid-19. L’unico indizio che dà il segretario generale dell’Onu è il seguente: anche le mascherine sarebbero latrici di intollerabili discriminazioni: come ha spiegato Guterres, «i dispositivi di protezione individuale sono spesso realizzati per adattarsi a un uomo, il che significa che le lavoratrici possono essere maggiormente a rischio di infezione e meno del 30% dei ruoli decisionali nel settore sanitario sono occupati da donne».

Leggi anche: Il «gender gap» esiste ed è tutto a scapito degli uomini

Tutta colpa del patriarcato?

Stiamo arrivando al cuore del problema: «Le donne capi di Stato, ministri della salute, operatrici sanitarie e leader della comunità stanno ottenendo un ampio riconoscimento per la loro empatia, compassione, comunicazione», ha proseguito il segretario dell’Onu. «Le loro azioni stanno mostrando il valore dell’inclusività. È ovvio: raddoppiare le risorse, la capacità e l’esperienza che mettiamo nel processo decisionale avvantaggia tutti. Eppure meno dell’8% dei capi di Stato, meno del 25% dei parlamentari e meno del 30% dei dirigenti sanitari sono donne». Di conseguenza, «le discriminazioni [di genere] stanno danneggiando tutti noi. Questa è essenzialmente una questione di potere». Se volessimo trovare il bandolo della matassa, potremmo arguire che, se ci fossero state più donne al potere, forse il coronavirus avrebbe fatto meno danni. O almeno questa è la sensazione che trasmette il discorso confuso di Guterres. Uno che, dopo aver evocato la sostituzione etnica degli europei, ora ha pure sposato l’agenda femminista. In tutto questo marasma, però, una cosa è certa: all’Onu, evidentemente, non hanno proprio nulla da fare.

Elena Sempione

5 Commenti

  1. L’ONU e le sue agenzie (OMS, FAO, UNESCO ecc.) sono inutili macchine mangiasoldi, da abolire quanto prima nell’interesse della pubblica decenza

  2. Il femminismo fu finanziato negli anni cinquanta dai principali banchieri privati occulti a capo del mondo e che creano il denaro in forma privata con cui ci depredano.Serviva a demolire la famiglia cattolica, obiettivo secolare della massoneria,e a creare conflitti tra i dominati maschi e femmine.La demolizione della figura maschile e paterna che è stato portato avanti incessantemente serve oltrechè a dividerci anche a togliere forme alternative di autorità rispetto a quella statale e a femminilizzare la popolazione che si troverà quindi impaurita ed incapace di resistenza.E’ un piano ben studiato e centinaia di milioni di persone ci sono cascate e tuttora ci cascano.

  3. e continuano a raccontare idiozie:
    il gender pay gap in italia (e penso anche in europa,america e australia)
    NON esiste.

    parlando del mio paese,
    a parità di inquadramento,ore lavorare
    e anzianità corrisponde SEMPRE
    uguale retribuzione.

    le leggi sono chiarissime a riguardo,e le sanzioni dure.

    quindi di che parliamo?

    diverso discorso sono i benefit,il carico di lavoro
    o gli impegni assunti…

    è ovvio che se un uomo comincia a lavorare a vent’anni
    e una donna a venticinque o trenta
    se un uomo fa straordinari e la donna no,
    se un uomo lavora di festa,di notte,fa lavori pesanti o usuranti o pericolosi
    e la donna sceglie di fare la commessa,la bancaria,
    l’educatrice,la settimana corta ecc
    non può aspettarsi di guadagnare uguale.

    se non ci credete,fate le stesse cose che facciamo noi,
    alla stessa età,nello stesso modo e con lo stesso impegno o con la stessa resa,
    e poi vediamo se davvero vi pagano meno.

  4. Sono LONGOBARDO , non Lombardo ….. il mio popolo NON distingueva tra sessi …. una maledetta REGINA (Bavara) ci fece cristianizzare ….

    Anche un Imperatore Romano ROVINO’ l’IMPERO col Cristianesimo ….
    tale costantino …..

    un popolo come gli SPARTANI …. perse i COGLIONI ….. per essere “buono” e seguire il cristo ….

    …. kissenefrega sia stata una donna …. le LONGOBARDE combattevano COME i maschi !!!! fu SOLO il cristianesimo ad infrollire un popolo GUERRIERO ….. NON il fatto che a comandare fosse una Regina e NON un RE …..

    A ves bun te set un cujun
    antico detto LOMBARDO … se sei buono sei un COGLIONE !!!!

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