Parigi, 17 feb – La mente dei bambini è più malleabile e i cattivi della realtà (non nelle favole) se ne approfittano. La propaganda Lgbt non conosce né limiti né buonsenso alcuno: figuriamoci gli scrupoli. Così, il primo giugno a Disneyland si terrà il gay pride. Si farà dunque politica e propaganda nel parco divertimenti più famoso al mondo. Quello che dovrebbe essere un luogo incontaminato, scevro da qualsivoglia intromissione: le ultime parole famose.

Il primo a mobilitarsi per fermare l’iniziativa è stato Antonio Brandi, presidente di Pro Vita Onlus, che lancia una petizione: “Se pensiamo a quanto la Walt Disney tocchi da vicino i bambini e che influenza ha su di loro – scrive il presidente – la notizia è gravissima. Non si può ignorare. Se lasciamo manifestare la Disney a sostegno della causa LGBT, senza fare nulla, utilizzeranno i film e i cartoni per indottrinare i nostri figli”. E se già in precedenza qualche arcobaleno strumentale si era materializzato sulle orecchie di Topolino e altri gadget, ora le cose verranno fatte in grande.

“Urge fare qualcosa – prosegue Brandi – per questo ho deciso di organizzare una raccolta firme per protestare contro il Magical Pride. Si è superato il livello di allarme. Possiamo creare un effetto virale e sensibilizzare migliaia di persone su questo tema. I bambini devo continuare a godersi le creazioni di Topolino senza nessun tipo di indottrinamento e senza nessun tipo di strumentalizzazioni sociali e politiche”. Il presidente di Pro Vita teme la propaganda Lgbt: “I cartoni preferiti dei nostri figli saranno contaminati dalla propaganda Lgbt? Inoltre, le ambiguità di alcuni cartoni erano state al centro del dibattito. Tuttavia, con l’annuncio del Magical Pride abbiamo superato il livello di allarme”, chiosa il presidente.

Peraltro voci di corridoio riferiscono che la Disney stia pensando ad una favola 2.0 in salsa gay friendly: non più il principe e la principessa (archetipo intramontabile), bensì due principesse senza l’ombra del politicamente scorretto “lui”. Nel caso il progetto dovesse decollare, sarà quanto mai  opportuno utilizzare l’asterisco di boniniana memoria.

Chiara Soldani

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3 Commenti

  1. Non mi sembra che ci sia nulla di male, la sessualità deve essere libera e qualcuno dovrà pure insegnare ai bambini la vastità del mondo sessuale. Basta solo che LGBT non venga usato come mezzo di propaganda del comunismo mondiale pro immigrazione.

  2. Questo schifo esiste soltanto nel cosiddetto “occidente”. Per fortuna la maggioranza della popolazione mondiale non abbocca e ritiene giustamente l’omosessualità una patologia. I bambini devono poter continuare a pensare e a sentire il maschile e il femminile, il padre e la madre, i poli opposti che danno origine alla vita. La natura è questa: se ne facciano una ragione quelli che vogliono l’omologazione.

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