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Pechino, 23 nov – Dopo il boicottaggio da parte di siti di e-commerce cinesi dei prodotti Dolce & Gabbana, la casa di mode porge le sue scuse alla Cina. E lo fa con un altro video, dopo quelli che tanto hanno fatto infuriare le autorità cinesi.
“In questi giorni abbiamo pensato moltissimo e con grande dispiacere a quello che è successo” affermano i due stilisti, Domenico Dolce e Stefano Gabbana, mediante un video caricato sul social network cinese Weibo. E segue il mea culpa dopo i fatti che hanno portato alla cancellazione della loro sfilata a Shanghai.
Le accuse che Pechino ha rivolto ai due guru della moda italiana nel mondo erano di quelle pesanti: sessismo e razzismo. Poiché negli spot realizzati per il lancio della sfilata cinese erano contenuti stereotipi sulla cultura cinese che hanno offeso la sensibilità della Cina e dei suoi abitanti. Tanto che da uno dei principali siti di e-commerce, si è affermato che prima degli affari viene la madrepatria.



Inizialmente da Dolce & Gabbana avevano dato la colpa a dei presunti hacker che si sarebbero impossessati degli account social dell’azienda e dello stesso Gabbana che in una conversazione su Instagram ha definito la Cina un “Paese di m…a”. Ora arriva il dietrofront e l’ammissione di responsabilità. “Le nostre famiglie ci hanno insegnato il rispetto per le altre culture e per questo vogliamo chiedervi scusa se abbiamo commesso errori nell’interpretare la vostra”, hanno affermato i due stilisti nel video dall’intento riparatore. E ancora: “Siamo sempre stati molti innamorati della Cina, amiamo la vostra cultura e certamente abbiamo ancora molto da imparare. Per questo ci scusiamo se abbiamo sbagliato nel nostro modo di esprimerci”. Infine: “Faremo tesoro di questa esperienza. E non succederà mai più, anzi: proveremo a fare di meglio”. Il discorso di scuse dei due stilisti è stato trasmesso in italiano, con sottotitoli in cinese, ma alla fine insieme scandiscono “Duibuqi”, che significa scusa in cinese mandarino.
Basteranno le scuse per far rientrare il caso? Ancora è presto per dirlo. Anche perché il video di scuse non compare sui principali social network. Intanto, però, il danno economico per la maison di moda è assai ingente: sono previsti mancati guadagni per 36 milioni di euro. Va inoltre ricordato che la Cina per Dolce & Gabbana rappresenta un terzo del fatturato, ch quest’anno ha raggiunto la cifra record per un’azienda privata di 1,3 miliardi di euro.
Anna Pedri
 
 

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1 commento

  1. abbastanza singolare che in Italia,nuova patria del super-politically correct (in salsa buonista) ove è diventato vietato e bannabile persino l’uso di termini perfettamenti italiani come quello di “clandestini”
    si realizzino degli spot ove si percula un intero popolo sull’uso delle bacchette per mangiare e si chieda ad una modella cinese intenta a degustare un CANNOLO siciliano gigante “se è troppo grosso per te”.
    diciamo che a me questo spot mi ha ricordato quello di Renzi in bicicletta…per risultato indotto,diciamo.

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