Roma, 23 nov – Le ossa trovate nella Nunziatura Apostolica a Roma non sono di Emanuela Orlandi. Infatti appartengono a un uomo hanno una datazione antecedente al 1964 mentre la quindicenne sparì a Roma nel 1983.

A rivelarlo sono le prime analisi fatte sui resti nell’ambito di un’inchiesta aperta dalla procura di Roma subito dopo il ritrovamento, lo scorso 30 ottobre.


Dagli esami della polizia Scientifica, che hanno isolato un Dna inutilizzabile per la comparazione, perché deteriorato, si evidenzia infatti che presenta il cromosoma Y che caratterizza il sesso maschile.

Le prime informazioni sulla datazione delle ossa sono il risultato degli esami sui resti della calotta cranica e del radio, un osso dell’avambraccio. Gli esami col metodo del carbonio 14 sono stati eseguiti in laboratori specializzati a Caserta.

La scoperta delle ossa nelle sede della nunziatura del Vaticano di via Po fu resa nota dalla sala stampa della Santa Sede. Le indagini, affidate dal Vaticano all’Italia sono state finalizzate fin dall’inizio a comparare le ossa con il Dna della Orlandi, la figlia quindicenne di un dipendente vaticano scomparsa il 22 giugno 1983 e di Mirella Gregori, anche lei quindicenne, scomparsa nello stesso anno.

“Da quanto mi risulta questi sono i primi esiti degli esami col metodo del carbonio 14: io vorrei aspettare la fine e poi vorrei avere il risultato dell’esame genetico con il Dna, che può dare la certezza sulla datazione”, afferma Pietro Orlandi, fratello di Emanuela.
“Vorrei anche capire – aggiunge – da cosa dipende questo spartiacque così netto del 1964. In ogni caso andrà chiarito perché c’erano quelle ossa pochi centimetri sotto il pavimento”.

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