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Roma, 23 nov – Quando Virginia Raggi non fa qualcosa di antifascista, si dedica a trovare lavoro agli animali. Lo zoo-Campidoglio del sindaco pentastellato – dopo rondini, pecore e mucche – ora si arricchisce anche dei falchi.
Il Comune di Roma arruola i falchi per allontanare gli storni che invadono ampie zone della città, bombardandola di escrementi. Tanto che lunedì un tratto di lungotevere dei Vallati è stato chiuso per la poltiglia scivolosa di pioggia e guano.
Insomma, dopo le pecore tosaerba, le rondini antizanzare e le mucche-pompiere del litorale laziale, arrrivano i falchi anti-storni. A fornire i rapaci, a costo zero per l’amministrazione, sarà l’Associazione volontari Capitano Ultimo.
L’idea sarebbe quella di scatenare i rapaci su richiesta, grazie alle segnalazioni dei cittadini: dai lungotevere, tra i più colpiti per la concentrazione di lunghi filari di alberi, a largo Arenula; da viale Val Padana, a Montesacro, fino a piazzale della Radio e via della Magliana.
Una curiosità: l’esperimento era stato già tentato nel 2015. Mentre la poiana del deserto era già stata messa a guardia delle Terme di Caracalla.
Nel frattempo, nelle prossime settimane dovrebbe essere aggiudicata la gara da 20 mila euro per gli “stress call”, ossia i dissuasori acustici – noti anche come “urlo d’angoscia” – che dovrebbero entrare in funzione dall’inizio di dicembre. In ritardo rispetto all’arrivo degli storni, che fino a febbraio possono raggiungere il milione di esemplari.
L’avvio posticipato dell’operazione dissuasori acustici ha irritato la Raggi, che ha sollecitato gli uffici del dipartimento Ambiente ad accelerare le procedure.
Adolfo Spezzaferro

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