Roma, 26 giu – Una sezione dell’Associazione americana dei bibliotecari ha deciso di cambiare nome al premio letterario “Laura Ingalls Wilder” a causa del presunto “razzismo” che pervaderebbe i romanzi della serie Little House, da cui la tv statunitense trasse spunto per una popolare serie andata in onda tra il 1974 e 1983 e molto nota anche da noi: La casa nella prateria (Little House on the Prairie, negli Usa). Il telefilm, prodotto in 204 episodi e sei lungometraggi per la tv, narra le vicissitudini di una tradizionale famiglia americana, gli Ingalls, che vive in una sperduta fattoria, vicino a un paesino del Minnesota, nel periodo 1870-1890. Roba assolutamente innocua, penserà chiunque, da bambino, abbia seguito le avventure degli Ingalls. E invece no. “Le opere della signora Wilder restano oggetto di studi e di analisi letterarie che mettono spesso in luce sentimenti anti-amerindi e anti-neri”, ha spiegato l’Associazione  dei bibliotecari per bambini (Alsc) in un comunicato.

L’ente, spiega il comunicato, “riconosce che l’eredità dell’autrice è complessa e che l’opera di Wilder non è universalmente accettata. I suoi libri sono il prodotto della sua vita, delle sue esperienze e delle sue prospettive in quanto donna bianca della sua epoca. Esse rappresentano un atteggiamento culturale verso gli indigeni e le persone di colore dominante, senza essere universale, all’epoca in cui ella viveva e in cui il premio è stato creato”. Il premio “Laura Ingalls Wilder” viene consegnato a ritmo irregolare dal 1954 come riconoscimento per autori o illustratori di libri per bambini.

“La piccola casa nella prateria” fu  scritto da Laura Ingalls Wilder nel 1935. Fa parte della serie di libri conosciuta come Little House. I libri narrano, come detto, la storia della famiglia Ingalls: papà Charles, mamma Caroline e le quattro figlie: Mary, Laura, Carrie e Grace. I libri sono narrati in terza persona, e Laura Ingalls svolge il ruolo di personaggio centrale e protagonista. Il telefilm, invece, andò in onda per la prima volta negli Usa l’11 settembre 1974, con episodi di 50 minuti. La serie spopolò in USA negli anni Settanta.

Adriano Scianca

5 Commenti

  1. Se pensiamo al quadro storico in cui si svolgevano i fatti,a me sembra l’esatto contrario…è più preoccupante la situazione odierna,sarebbe il caso che pensassero a rimediare al presente,piuttosto che censurare il passato

  2. ..ormai non ci sono piu modi per dscrivere la situazione americana ..resta solo il…: ”Amerika- neurodeliri….”

  3. Verissimo! Sono fassisti, nazzisti, rassisti, senofobi, uomofibi, pretisti, lechisti, ha stato puti cu lu tratturi, gombloddi, sessuastilisti, berluschi, di tutto! Ma infine sono antisimmiti antisuoiuisti singaristi!

  4. vi sarebbero mille motivi per cancellare questo telefilm (buonista, mieloso, un po’ retorico, stile Cuore, soprattutto noioso)… ma non certo la solita retorica autodistruttriva dell’occidente

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