aegaAtene, 6 gen – “Fateli scendere o il volo non parte”. Così un “piccolo gruppo di persone rumorose e insistenti” (parole del comandante del volo) di religione ebraica, ha costretto due arabi israeliani a scendere dal volo 928 dell’Aegean Airlines Atene-Tel Aviv di lunedì notte. Il motivo? Erano arabi e i passeggeri del volo non si sentivano sicuri a viaggiare con loro nello stesso velivolo. Nonostante la polizia, sollecitata dal comandante, abbia effettuato ulteriori controlli sui due passeggeri e che tali controlli abbiano dimostrato la loro totale estraneità a qualsivoglia contesto terroristico, “un gruppo più largo di persone”( sempre parole della compagnia di volo) ha continuato a chiedere che i passeggeri fossero lo stesso lasciati a terra.

Alla fine i due malcapitati, uno cittadino israeliano l’altro con un regolare permesso di soggiorno d’Israele, sono stati costretti a scendere dall’aereo, ma la protesta dei passeggeri non si è fermata qui: “ora ispezionate bene l’aereo”. A questo punto il comandante infuriato ha invitato tutti i passeggeri a lasciare il velivolo se temevano per la propria sicurezza. La situazione si è calmata e il volo è partito senza i due passeggeri arabi. “Li ringraziamo molto e ci scusiamo per l’accaduto” afferma in una nota la Aegan Airlines, che per tentare di tappare il buco ha offerto ai due una notte in hotel.

La vicenda non poteva concludersi con una notte in hotel e tante scuse, ed è inevitabilmente diventata un caso politico. Il deputato d’opposizione Michal Rozin di Meretz ha chiesto una riunione d’urgenza della commissione parlamentare degli Affari economici sostenendo che “non è possibile che una compagnia commerciale, che ha firmato un accordo con lo Stato di Israele, sia costretta a far scendere dei passeggeri in base al loro aspetto fisico a causa delle richieste di altri passeggeri. Il governo ha incitato all’odio e queste sono le conseguenze”.

Attendiamo di conoscere i provvedimenti che prenderà, se li prenderà, il Governo israeliano. Nel frattempo nessuno in Europa si è strappato i capelli per l’episodio di razzismo. Riflessi condizionati.

Rolando Mancini

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Commenti

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2 Commenti

  1. La prossima volta, la compagnia lasci a terra i razzisti arroganti e impuniti, invece di rendersene complice.

    O questi arriveranno a chiedere che i Palestinesi portino ben in vista, sul petto o sul braccio, un simbolo che li qualifichi come tali?
    Le compagnie aeree, anche se la discriminazione razziale “non è nella loro linea” si sottometteranno, agendo a propria volta un’insopportabile mortificazione delle vittime e celebrando la propria mancanza di cultura democratica e di dignità?

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